“Intervista” Pezzotta: «Non si accorgono che il problema è l´industria»

03/07/2004



sabato 3 Luglio 2004


Pagina 6 – Economia
 
 
I SINDACATI
Il segretario della Cisl all´attacco: "Guai se colpiscono lo Stato sociale"
Pezzotta: "Non si accorgono che il problema è l´industria"

RICCARDO DE GENNARO

ROMA – «La manovra? Un giudizio è impossibile, perché cambia ogni minuto. Mi sembra che sarà di freno all´economia, mentre avremmo invece bisogno di uno sforzo finalizzato allo sviluppo, agli investimenti, alla crescita». Il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, conferma il suo giudizio negativo sulla politica economica del governo, che «anche in questo caso dimentica qual è il vero problema, il rilancio dell´industria».

Pezzotta, non le sembra che, così come si sta delineando, la manovra rischia di scontentare tutti, imprese e sindacati?

«Io vorrei sapere quali potranno essere le ricadute sull´economia dei tagli agli incentivi alle imprese. E con che cosa il governo intende sostituirli. Perché qui c´è un Paese che ha bisogno di investimenti e di occupazione. In particolare, sarebbe assolutamente necessaria una fiscalità a favore del Mezzogiorno. Poi è vero che l´attacco ai patronati, la riduzione degli aiuti ai Paesi in via di sviluppo, il fatto che i tagli che non vengano discussi, tutto questo crea delle tensioni».


Pensioni a parte, lo stato sociale è al sicuro?

«Spero che abbiano almeno il buon senso di non colpirlo. Sarebbe un disastro completo».


Il governo l´ha negato a lungo, ma poi ha avuto ragione chi sosteneva che la manovra era necessaria…

«Ora ci dovrebbero dire almeno qual è la situazione reale del Paese. Ci vorrebbe chiarezza. E comunque manca una politica che inverta la tendenza. La manovra è un altro freno alla crescita, non ridà slancio all´economia».


Questo potrebbe dirlo direttamente al governo se vi convocasse. A proposito: ci sono notizie di ripresa del dialogo sociale?

«In questa fase non mi sembra che la concertazione sia considerata una priorità. Ora fanno la manovra correttiva, poi il Dpef… e non ci hanno ancora convocati. I tempi sono parecchio stretti…».


Però andate avanti con la Confindustria. Non dovevate rivedervi con Montezemolo e Bombassei?

«Nell´ultimo incontro Montezemolo ha detto che ci avrebbe chiamata entro metà luglio. Ma la data non è ancora stata fissata».


Il dialogo con gli industriali ci sarà anche su questa manovra?

«Valuteremo insieme agli imprenditori le ricadute economiche dei tagli. Dopodiché verificheremo se le priorità che noi e loro indichiamo per il rilancio dell´economia coincidono. Parlo di Mezzogiorno, innovazione e ricerca, risorse umane, infrastrutture. Poi è chiaro che tra noi ci sono anche altre questioni, come i problemi della contrattazione e della politica dei redditi».


Su quest´ultimo punto non potete lasciare fuori il governo. Che tuttavia, finora non ha speso una sola parola sulla riforma dell´accordo del luglio ´93.

«Io dico che è incredibile parlare di tagli alla spesa e nello stesso tempo non dire nulla su politica dei redditi e politica di sviluppo. Sono tre cose che si tengono insieme. Io già non condivido questa manovra, ma mi chiedo: che cosa si farà di qui in avanti? Com´è che questo governo non si rende conto che il problema è l´industria?»