“Intervista” Pezzotta: Non servono regole più dure

22/12/2003



SABATO 20 DICEMBRE 2003

 
 
Pagina 9 – Cronaca
 
 
L´INTERVISTA
Il segretario della Cisl: "La soluzione? Evitare che la tensione salga fino a questi livelli"

Pezzotta e gli scioperi selvaggi "Non servono regole più dure"
          A chi si lamenta chiedo: siete mai stati licenziati?
          PAOLO GRISERI


          ROMA – Se si tira troppo la corda, com´è avvenuto nella vertenza del trasporto pubblico, «non c´è regolamentazione che tenga. Chi ci attacca dovrebbe invece ringraziare i sindacati confederali se negli ultimi due anni la situazione non è degenerata». Savino Pezzotta, leader della Cisl, risponde così alle polemiche sugli scioperi selvaggi di questi giorni. E avverte: «Una legge più dura sugli scioperi non eviterebbe altri casi come quello di Milano».
          Pezzotta, partiamo dalla trattativa sul trasporto locale. Avete rischiato anche qui una rottura con Cgil e Uil?
          «C´è stato un confronto che ha portato a una proposta unitaria. Adesso (ieri sera n.d.r.) è il governo che ci deve dire se la accetta o se invece la respinge dimostrando che non vuole giungere a un accordo».
          Quali sono i punti principali della proposta?
          «Chiediamo una "una tantum" vicina ai 1.000 euro e un aumento mensile superiore agli 80 euro. Inoltre chiediamo un trattamento migliore per i giovani assunti».
          Dopo il blocco totale di Milano, che non ha rispettato le regole sugli scioperi nei servizi pubblici, analoghi episodi si sono verificati a Napoli e Genova. La base vi sta sfuggendo di mano? Non siete più in grado di controllarla?
          «Starei molto attento a fare queste generalizzazioni. Intanto perché nella stragrande maggioranza dei casi le regole dello sciopero sono state rispettate. E hanno funzionato durante gli 8 scioperi proclamati negli ultimi due anni, nonostante la chiusura delle controparti che non hanno mai avviato una vera trattativa».
          Ora che le regole sono state violate c´è chi, come il ministro Maroni, chiede un inasprimento della legge. Che cosa risponde?
          «Che quando si lascia incancrenire la situazione fino a questo punto, quando si arriva a questi livelli di tensione, non ci sono regole dure che servano. Crediamo davvero che con una legge più severa non si sarebbero verificati gli episodi di questi giorni? Si tratta di iniziative deprecabili che noi abbiamo condannato e continueremo a condannare con forza. Ma queste sono le cose che accadono quando non si governano le vertenze».

          Se lei avesse dovuto spiegare questi concetti ai milanesi in attesa alla fermata del tram, con quali parole lo avrebbe fatto?
          «Con le parole che ho usato l´altro ieri in aeroporto. Una signora di fianco a me protestava per le conseguenze della manifestazione dei dipendenti. Mi diceva: "Ha visto, anche lei è costretto a cambiare aereo"».
          Che cosa le ha risposto?
          «Signora, lei ha mai ricevuto una lettera di licenziamento? Perché se non le è mai capitato non può sapere che cosa significa. Prima di scagliarsi contro coloro che protestano bisogna avere l´umiltà di mettersi nei loro mocassini».
          Insomma, in tutta questa vicenda i sindacati non hanno nulla da rimproverarsi?
          «In tutta questa vicenda i sindacati confederali sono quelli che hanno sempre chiesto di trattare per risolvere la vertenza e comporre il conflitto. Non siamo noi quelli che hanno voluto radicalizzare lo scontro. Abbiamo anzi cercato in ogni situazione di governare il confronto e di evitare che colpisse i diritti di altri lavoratori e dei cittadini. Ma non chiedeteci l´impossibile».