“Intervista” Pezzotta: mai più patti con Berlusconi, è inaffidabile

16/05/2005
    domenica 15 maggio 2005

      Pezzotta: mai più patti con Berlusconi,
      è inaffidabile

        ROMA – Ci tiene a precisare, Savino Pezzotta, di non aver mai avuto pregiudizi verso l’ esecutivo di Silvio Berlusconi. « L’ ho dimostrato con i fatti » , dice. Ciò non toglie che anche il segretario generale della Cisl abbia ora deciso di sbattere la porta in faccia al governo. In modo definitivo. « Con Berlusconi non faccio più patti » , annuncia. La motivazione: « Dopo le esperienze che abbiamo fatto non ci si può più fidare » .

          La goccia che ha fatto traboccare il vaso?

            « Il pubblico impiego. Ho fatto un’ intesa con quattro, dico quattro, ministri. E in 24 ore è saltata » .

            Forse non erano i ministri giusti.

              « Guardi che non ho incrociato quattro pellegrini che passavano di lì per caso. Ma Domenico Siniscalco, Gianni Letta, Mario Baccini e Gianni Alemanno. L’ accordo era assolutamente in linea con gli aumenti ottenuti per il settore privato » .

              Berlusconi non la pensa così.

                « Ragione in più per escludere di fare altri accordi con lui. Ma perché mi devo giocare ancora la faccia con la base? »

                Quando è successo?

                  « Regolarmente. Nel 2002 abbiamo siglato il patto per l’ Italia e non l’ hanno rispettato. Tutte le promesse non hanno avuto seguito. Da tre anni stiamo chiedendo la verità sui conti pubblici, e ora il premier ci viene a dire che è tutta colpa delle vacanze di Pasqua. Dov’ è la verità? » .

                  Già, dov’ è?

                    « A questo punto chiedo formalmente che i presidenti di Camera e Senato promuovano un dibattito parlamentare sulla situazione economica » .

                    E si illude di risolvere la situazione con un dibattito ?

                      « Certamente no, ma è un tentativo di sapere la verità. L’ unico soggetto che può andare fino in fondo è il Parlamento, con le parti sociali che partecipino in qualità di osservatori » .

                      Come i caschi blu dell’ Onu?

                        « In un certo senso. Nella democrazia dell’ alternanza è bene che si conosca la verità. Se governeranno ancora loro sapremo da dove partono, se arriveranno altri sapranno da dove si parte. Gli italiani devono conoscere prima delle elezioni la reale situazione econo mica e quali sono stati gli errori di politica economica che ha fatto questo governo » .

                        Secondo lei?

                          « Secondo me tanti. Il più grosso, la presunta riduzione delle tasse » .

                          Quindi all’ appello rivolto da Berlusconi a sindacati e imprenditori risponderà picche?

                            « Per prima cosa non si mescola no i contratti pubblici con l’ emergenza economica. Non vado a palazzo Chigi per discutere del pubblico impiego con la Confindustria, che non c’ entra nulla. A stravolgere le relazioni sindacali di questo Paese, perché questa è la proposta che ci è stata fatta, non ci sto » .

                            La gravità della situazione non impone forse a tutt i di rimboccarsi le maniche?

                              « Rimboccarsi le maniche è un conto. Ma a essere considerati corresponsabili del disastro proprio non ci stiamo. Corresponsabili con chi non ci ha mai ascoltato, con chi fino all’ altro giorno non faceva che del ridicolo ottimismo… » .

                              Sembrano le cose che diceva Sergio Cofferati. Alla luce di quel lo che lei stesso oggi afferma, non ha mai pensato che avesse ragione lui?

                                « Nemmeno per un istante. Cofferati agiva su un terreno tutto politico, io su quello sindacale. Il governo l’ ho messo alla prova e la prova è stata negativa. Cofferati questa prova non gliel’ ha mai concessa » .

                                Siamo all’ 8 settembre, come dice Guglielmo Epifani?

                                  « La democrazia italiana è solida » .

                                  Anche lei è convinto che prima Berlusconi va via meglio è?

                                    « Non sta al sindacato discutere gli assetti di governo. Dipende dalla maggioranza, riflettano verso dove stanno andando » .

                                    Ammetta: lo pensa ma non lo vuole dire.

                                      « Mettiamola così. Al punto in cui siamo arrivati credo che ci sia una questione di leadership del governo. Chi deve risolvere il problema ci pensi seriamente » .

                                    Rizzo Sergio