“Intervista” Pezzotta: «Lotteremo per aumenti salariali oltre l´1,4% fissato dal governo»

19/07/2002

19 luglio 2002
 
Pagina 41 – Economia
 
 
Il leader della Cisl avverte l´esecutivo: non rispetteremo il tetto fissato con l´inflazione programmata
"Lotteremo per aumenti salariali oltre l´1,4% fissato dal governo"

Pezzotta: abbiamo un dossier sulle bugie e gli insulti della Cgil
          VITTORIA SIVO

          ROMA – «Una cosa è certa: nelle prossime piattaforme per il rinnovo dei contratti di lavoro chiederemo aumenti salariali superiori a quell´1,4% di tasso di inflazione programmata indicato dal governo». Savino Pezzotta, segretario generale della Cisl, scandisce bene questo passaggio della conversazione. Siamo nel pieno dello scontro con la Cgil che accusa invece Cisl e Uil di avere «avallato» i contenuti del Documento di programmazione economica e finanziaria del governo (inclusi i tetti di inflazione) avendo firmato il Patto del 5 luglio scorso. «Una correlazione che non esiste: il tasso di inflazione programmata non è mai stato oggetto di trattativa con i sindacati; il governo lo decide autonomamente e così è avvenuto anche questa volta. E noi non abbiamo avallato un bel niente».
          Dichiarando che chiederete aumenti di salario oltre il tetto stabilito nel Dpef lei sta dicendo che la Cisl si ritiene libera dai vincoli della politica dei redditi?
          «Non mi chiamo fuori dalla politica dei redditi, ma la colloco in un contesto diverso. Dal ’93, anno del celebre accordo, i parametri sono tutti cambiati, siamo nell´euro. E poi non era mai accaduto in passato che i tassi di inflazione fissati dal Dpef fossero così poco credibili».
          Ma una norma di salvaguardia del potere d´acquisto delle retribuzioni esiste già: se l´inflazione reale si rivelerà più alta di quella programmata, salvo che per la quota di inflazione importata, i lavoratori hanno diritto al recupero dello scarto. Dunque qual è il problema?
          «Nessun problema. Poiché è pacifico che lo scostamento ci sarà, noi intanto puntiamo a colmarlo. Vuol dire che a consuntivo il recupero sarà più modesto».
          Il suo collega della Uil Luigi Angeletti dice che la campagna della Cgil contro di voi è piena di bugie. Condivide?
          «So che alla fine la verità vince. Per questo sono molto paziente. Però…».
          Però?
          «Però gli attacchi da parte di strutture e componenti della Cgil nei nostri confronti sono andati molto oltre il livello di un dibattito democratico anche acceso. Non era mai successo prima. Per ora sto raccogliendo un dossier».
          Un dossier ?
          «Sì, una raccolta di volantini, striscioni e slogan contro di noi, la Cisl e la Uil. Tutti firmati Cgil»,

          Per esempio?
          «Uno striscione che apriva una manifestazione della Cgil con su scritto che Pezzotta e Angeletti si sono «venduti per un piatto di lenticchie», volantini che parlano di «accordo truffa», di «Pacco» per l´Italia, di «Patto per Forza Italia», che dicono «Fermiamo il patto scellerato». Un linguaggio che sembra dettato dalla volontà di scavare un fossato incolmabile. Segno di un clima di intolleranza che certo non aiuta una discussione pacata, che nega una storia e dei percorsi comuni».
          Pensa di rendere pubblico questo dossier?
          «Sì, se questa campagna andrà avanti. Se la Cgil mi considera un venduto come fa a chiederci di fare assieme una consultazione? La rottura è molto grave, ma non posso pensare che sia irreversibile. Io mi aspettavo che di fronte a questi episodi Sergio Cofferati, non dico si scusasse con noi, ma almeno prendesse pubblicamente le distanze, richiamando i suoi a toni più corretti. Il che non è avvenuto».
          Rispetto al Dpef la Cisl è critica su molti aspetti relativi a sanità, previdenza, privatizzazioni, risorse per i contratti pubblici. Insomma i rapporti con il governo peggiorano.
          «La vera sfida è a settembre con la legge finanziaria, quando si dovrà realizzare concretamente tutto quanto prevede il Patto».
          Lei ha rilanciato la proposta di riformare l´attuale modello contrattuale, con un livello nazionale finalizzato a garantire il potere d´acquisto delle retribuzioni e un livello decentrato per contrattare gli aumenti legati alla produttività. Come pensa di convincere gli imprenditori ad accettare un sistema in cui la vera novità consisterebbe nell´estendere a tutti una contrattazione integrativa che è oggi praticata solo dal 30% delle aziende?
          «E´ ovvio che l´attuale sistema è più conveniente per le imprese. Ma noi riteniamo che i salari in Italia siano stati troppo compressi. E´ arrivato il momento di rilanciare una bella fase di contrattazione decentrata».
          Per caso sta per annunciare il fatidico autunno caldo?
          «Sarà un autunno normale. Normale come tutte le fisiologiche stagioni della contrattazione».