“Intervista” Pezzotta: «Le polemiche non c´entrano questi sono solo dei criminali»

06/09/2002


 
VENERDÌ, 06 SETTEMBRE 2002
 
Pagina 18 – Interni
 
L´INTERVISTA
 
Savino Pezzotta: associare la dialettica sindacale a questi fatti è profondamente sbagliato
 
"Le polemiche non c´entrano questi sono solo dei criminali"
 
 
 
Ce l´hanno con noi, siamo un bersaglio quasi solitario. Ma gli anni di piombo non torneranno
 
VITTORIA SIVO

ROMA – «Ormai non c´è dubbio, sono i fatti a dimostrarlo: ce l´hanno con noi. La Cisl è sotto attacco». Savino Pezzotta, leader del sindacato che ieri nella sua sede di Pisa ha subìto un attentato incendiario, tiene ad aggiungere che comunque «la Cisl e i suoi dirigenti non si lasceranno intimorire dalla sequenza di episodi inquietanti, la nostra azione riformista va avanti».
Si può parlare di una escalation di minacce, avvertimenti, aggressioni contro la Cisl?
«Sì, negli ultimi mesi la Cisl è stata colpita a Roma, a Milano, a Monza, a Parma, a Bologna, a Lecce. Si va dalle mura delle nostre sedi imbrattate dalle uova o dalle scritte infamanti all´incendio di oggi (ieri per chi legge) a Pisa».
La reazione di solidarietà da tutte le forze politiche e sindacali è stata particolarmente forte e immediata, come corale è la stata la condanna per l´attentato. A Pisa cinquecento persone hanno manifestato con la Cisl e per la Cisl. Se lo aspettava?
«Credo che si stia prendendo consapevolezza di una cosa che noi denunciavamo da tempo e cioè che esistono focolai di eversione da isolare e combattere. Un fenomeno che comincia ad allarmare tutti. Il che è positivo».
Interrogandosi sul perché la sua Confederazione sia il bersaglio di questi attacchi ritiene che i focolai di eversione abbiano trovato spunto nella profonda spaccatura sindacale di questi mesi? Le ricordo quanto lei dichiarò in luglio: «Gli attacchi alla Cisl da parte di strutture e componenti della Cgil vanno molto oltre il livello di un dibattito democratico».
«Non vedo alcun collegamento o connessione fra la dialettica anche aspra nel movimento sindacale e gli attentati o le aggressioni che abbiamo subito. Associare i due fenomeni è profondamente sbagliato. Altrimenti introdurremmo nel dibattito elementi inibitori. E´ sbagliato anche solo pensarlo».
Nessuna ipotesi sulla matrice politica?
«Ma quale politica! Gli autori di queste aggressioni sono dei delinquenti e dei criminali e come tali vanno considerati».
Dopo l´assassinio di Massimo D´Antona e poi di Marco Biagi la ripresa del terrorismo è un dato di fatto.
«Il terrorismo degli anni di piombo è stato sconfitto. Non si tornerà a quel periodo buio.
Le nuove forme sono diverse, più frammentate. Chiediamo alle autorità uno sforzo maggiore per accertare i fatti e arrestare i colpevoli. Per quanto ci riguarda, i nostri quadri stanno reagendo con grande fermezza e con la massima vigilanza».
Nella sua lunga esperienza di sindacalista c´è mai stato un periodo in cui ha sentito la Cisl così minacciata?

«Abbiamo avuto momenti di tensione, di difficoltà, ma di tutt´altro genere. No, francamente questo essere trasformati in un bersaglio, quasi solitario, non era mai accaduto».