“Intervista” Pezzotta: «Il governo umilia il sindacato»

09/12/2002

7 dicembre 2002

 
 
Pagina 9 – Economia
 
 
L´INTERVISTA
Il segretario Savino Pezzotta non esclude di portare la Cisl allo sciopero generale
"Il governo umilia il sindacato adesso la tregua è finita"
La Fiat non può continuare a prendere decisioni unilaterali
Uno sciopero generale? Lo valuteremo
Noi al traino del massimalismo Cgil? Berlusconi non ha

considerazione e rispetto
Non c´è stata nessuna trattativa, volevano imporci l´intesa

raggiunta con la Fiat

VITTORIA SIVO


ROMA – Savino Pezzotta, con la sua fama di paziente negoziatore, esordisce così: «La mia pazienza è finita, ho esaurito la scorta». All´indomani della rottura con il governo e con la Fiat, il segretario generale non fa niente per nascondere di essere infuriato. Innanzitutto con il governo.
Pensa che il governo contasse di ripetere lo schema del negoziato sull´art.18 dello Statuto dei lavoratori, puntando a firmare con voi e la Uil un accordo separato, senza la Cgil?
«Può darsi. Ma gli accordi separati non si fanno a priori. Giovedì a palazzo Chigi non esistevano le condizioni minime per arrivare ad una intesa. In pratica la trattativa non è mai iniziata».
Gli incontri che avete avuto con l´azienda e con il governo in questi giorni non erano una trattativa?
«No. C´erano stati solo scambi di opinioni. E finalmente giovedì doveva cominciare il negoziato vero e proprio, sospendendo le procedure per l´avvio della cassa integrazione in modo da avere tutto il tempo necessario a individuare soluzioni per una crisi così complessa.
E invece?
«Invece il governo ci ha comunicato che aveva fatto un accordo con la Fiat e dopo avercelo illustrato ha detto che non c´erano altri margini. Un metodo francamente inaccettabile».
Sì, ma sul merito i sindacati hanno ottenuto dalla Fiat una serie di cose, come la cassa integrazione a rotazione, garanzie per Termini Imerese, la mobilità lunga, con l´impegno del governo alla proroga degli eco-incentivi e a misure di sostegno alla ricerca.
«Tanto per cominciare, in questa vertenza il metodo non è marginale, è sostanza politica. E´ vero che alcune delle cose ottenute sono interessanti. Ma per noi la questione cruciale è il futuro produttivo della Fiat, non solo il problema degli ammortizzatori sociali. Sotto questo profilo il piano dell´azienda non è adeguato e alle nostre richieste di modificarlo la risposta è stata sostanzialmente negativa. E dal momento che le prospettive del settore auto in Italia restano coperte, i sacrifici dei lavoratori sono solo a perdere. Quali sono gli scenari delle possibili alleanze con la General Motors, vendono o non vendono, rilanciano a non rilanciano il settore? Nessuno ce lo ha chiarito».
Silvio Berlusconi ha detto che Cisl e Uil si sono fatte trascinare dal massimalismo della Cgil.
«Se questa è la considerazione e il rispetto che il presidente del Consiglio ha di noi! Ogni volta che la Cisl ha riscontrato per i propri associati delle convenienze a fare accordi, non si è mai tirata indietro, in piena autonomia dalle altre organizzazioni, firmando intese sia con la Fiat, sia con il governo. Ma questa volta le condizioni non c´erano».
Nel corso di questa vertenza Fiat la richiesta da parte dei sindacati di un intervento dello Stato nel capitale del gruppo automobilistico si è fatta via via più insistente, incontrando obiezioni, ma anche qualche consenso all´interno dello stesso governo. Lei è convinto che sia una buona soluzione?
«Prima di tutto ritengo che occorra un maggior sforzo degli azionisti: debbono metterci più soldi. Poi vogliamo sapere che ruolo avrà la General Motors. In terzo luogo abbiamo chiesto un intervento dello Stato in via sussidiaria, come elemento di garanzia per un maggior rilancio, come è avvenuto in molti altri paesi europei con i casi della Volswagen o della Renault in Germania e in Francia. Non si tratta né di statalizzare né di nazionalizzare».
Malgrado la lunga fase di polemiche e di divisioni fra voi e la Cgil – inclusi l´accordo separato che avete firmato in luglio proprio con la Fiat e le piattaforme separate presentate per il contratto dei metalmeccanici – in questa vertenza siete compatti. Un fronte saldo?
«Con la Cgil e la Uil c´è una convergenza rispetto ad alcuni obiettivi. Non è che abbiamo fatto l´unità sindacale».
Non è chiaro cosa accadrà adesso: i rapporti con la Fiat sono interrotti oppure continuerete a discutere, per concordare aspetti come le condizioni della cassa integrazione a rotazione?
«La vicenda Fiat rimane aperta. Il sindacato non si tirerà indietro. L´azienda deve riaprire il confronto».
Intanto però i sindacati dei metalmeccanici hanno proclamato altri scioperi, mentre la Cgil propone uno sciopero generale di tutta l´industria. La Cisl è d´accordo?
«Valuteremo».
Possono i sindacati rincarare la dose degli scioperi alla Fiat, quando già le buste paga dei dipendenti del gruppo hanno subito forti tagli per gli scioperi fatti?
«Può la Fiat continuare a prendere decisioni unilaterali?».