“Intervista” Pezzotta: «Il governo non pensi di cavarsela toccando di nuovo le pensioni»

23/09/2002


 
LUNEDÌ, 23 SETTEMBRE 2002
 
Pagina 12 – Economia
 
L´INTERVISTA
 
Parla il segretario generale della Cisl Savino Pezzotta
 
"Il governo non pensi di cavarsela toccando di nuovo le pensioni"
 
 
 
"Mobilitazione con la Cgil? Mi sembra un´ipotesi molto difficile"
 
RICCARDO DE GENNARO

ROMA – «Convergenze con la Cgil? Nella fase attuale la vedo difficile, molto difficile. Bisogna, però, mantenere la speranza. Io ricorro spesso a questa frase di San Paolo: sperare contro ogni speranza». Il leader della Cisl, Savino Pezzotta, ringrazia chi invita i sindacati all´unità d´azione, ma concorda con Cofferati nel dire che non si può scioperare a sostegno e, nello stesso tempo, contro il Patto per l´Italia. A governo e Confindustria, intanto, fa sapere: «Non pensate che la soluzione dei problemi sia una nuova riforma delle pensioni».
Pezzotta, ora anche voi parlate di mobilitazione. Che cosa intendete fare?
«Quello che fa un sindacato quando vede che un accordo sottoscritto non viene rispettato. Si mobilita, fa casino. Mi sorprendo che me lo si chieda. Quanto alle forme, dipende dall´entità della posta, dalle condizioni, da tante cose».
Il problema, però, è che la Cgil ha già proclamato uno sciopero da sola: Rutelli e una parte dell´Ulivo vorrebbero che lo sospendesse e ne proclamasse uno insieme a Cisl e Uil. Lei sarebbe d´accordo?
«Io apprezzo l´invito di Rutelli. Ma ci sono delle difficoltà. Cofferati ha detto: loro scioperano per il Patto, noi contro».
Una soluzione sarebbe quella di scioperare insieme contro il governo, non crede?
«Il problema è per che cosa si sciopera. Il merito non è superabile. Io lotterò perché quello che è stato firmato venga rispettato. Apprezzo gli appelli all´unità, ne tengo conto. E spero, anche, che sulla partita dei rinnovi contrattuali tra di noi si rompa il meno possibile. Oltre al fatto che mi piacerebbe discutere anche con la Cgil di revisione del sistema contrattuale».
Epifani non l´ha escluso, ma ha detto che non può essere un alibi per fermare le vertenze e, comunque, che se ne potrà parlare nella primavera 2003…
«Io non sono per bloccare la presentazione delle piattaforme, si può cominciare subito a ragionare con Cgil e Uil di un nuovo sistema di contrattazione per arrivare alla primavera 2003 e aprire il confronto con Confindustria».
Il governo rivede le stime di crescita e presenta una Finanziaria che prevede tagli alla spesa sociale, cosa che voi avete escluso nel Patto. La Confindustria, intanto, dice: apriamo un nuovo tavolo su tutto. Vuol dire che il Patto è già saltato?
«Un anno fa tutti prevedevano una forte crescita e qualcuno parlava di miracolo economico senza essere contestato. Poi sono successe diverse cose, che hanno indebolito le aspettative: gli scandali di Wall Street, il crollo dei mercati finanziari, la locomotiva tedesca che non è partita. Oggi abbiamo delle difficoltà, aggravate anche dalla minaccia di una guerra, che non si deve fare e che non servirà a niente. È chiaro che di fronte a una crescita dello 0,6 per cento anche le imprese devono fare dei sacrifici. Non pensino che si possa fare quadrare tutto toccando le pensioni. Il Patto per l´Italia ha permesso di fissare dei paletti tuttora validi per mercato del lavoro, Fisco e Mezzogiorno. L´unica cosa che non mi convincerebbe è che diventasse tutto una partita di giro».
Però la Finanziaria sembra contraddire il «patto». La spesa sociale verrà toccata. Pezzotta, che cosa ne pensa della Finanziaria?
«Sulla spesa sociale abbiamo detto con molta chiarezza quello che pensiamo. Nella scuola abbiamo già proclamato uno stato di agitazione: ridurre il personale è una scelta non percorribile e lo stesso vale nel resto della pubblica amministrazione. Il blocco delle assunzioni poi è un handicap, fa perdere efficienza. Quanto al giro di vite sulla sanità, incidere sugli abusi è un discorso, toccare le prestazioni ovviamente un altro».
Mercoledì vi vedrete con il governo. Che tipo d´incontro sarà?
«Io dico solo che non può essere un incontro che dura un´ora, due, cinque e poi finisce lì. La manovra è pesante, anche noi dobbiamo avere il tempo per valutarla bene. Il tempo c´è».
Nonostante le smentite del diretto interessato, qualcuno si aspetta che con Epifani la Cgil cambi linea. Lei è tra questi?
«Io non ho mai avuto problemi con Cofferati come persona. E neppure con Epifani. Quello che conta è la linea politica che la Cgil esprimerà. Pensare, oggi, che Epifani sarà diverso da chi l´ha preceduto non mi sembra serio nei suoi confronti».