“Intervista” Pezzotta: «I lavoratori occupati sono ancora protetti»

08/07/2002







(Del 6/7/2002 Sezione: Economia Pag. 2)


«I lavoratori occupati sono ancora protetti»
Pezzotta: la normativa sui licenziamenti non cambia «Ci sarà tensione ma alla fine vincerà il buon senso»

intervista
Roberto Ippolito


CE n´è per tutti. Per il governo di Silvio Berlusconi, per la Cgil e per l´opposizione di centrosinistra: soddisfatto per la firma del Patto per l´Italia, il segretario della Cisl Savino Pezzotta si sfoga con questa intervista.

Pezzotta, obiettivo raggiunto per lei?

«Io credo che sia in larga parte raggiunto l´obiettivo che avevamo in testa quando è cominciato il confronto con il governo. Abbiamo sconfitto l´offensiva avviata per destrutturare l´articolo 18, le regole per i licenziamenti senza giusta causa. Con il Patto si ricorre a una sperimentazione senza toccare l´articolo 18 per tutti i lavoratori già occupati e per i nuovi assunti nelle imprese con più di quindici dipendenti. Su di loro incideva invece la formulazione originaria del governo».

La norma non è intaccata?

«L´articolo 18 non è intaccato. Viene utilizzato lo strumento del "non computo": la norma non si applica ai nuovi assunti nelle aziende con meno di quindici dipendenti. Il "non computo" è stato utilizzato numerose altre volte in passato con il consenso di tutti i sindacati, per esempio per i contratti di formazione o per il lavoro interinale. In quelle occasioni però è stato deciso di non applicare tutto lo statuto dei lavoratori. Ora c´è la deroga solo per il reintegro, ma restano il risarcimento e la giusta causa. Passati tre anni, le parti sociali valuteranno se confermare o meno questa soluzione».

E così avete aggirato la questione…

«Quello che più conta è che l´accordo va ben oltre la sola questione dell´articolo 18: questo, se mi è permesso dirlo, è merito di chi si è seduto intorno al tavolo come la mia organizzazione».

E´ ancora polemico con la Cgil?

«Io non sono polemico con la Cgil. La Cgil ha compiuto scelte diverse dalle nostre, legittime ma che non mi sembrano determinanti per il raggiungimento di grossi risultati».

E´ rammaricato per la rottura con la Cgil?

«Sicuramente. Nessuno di noi vive le rotture con tranquillità e serenità. Noi abbiamo adoperato toni bassi anche quando quelli altrui erano alti. Contro la Cisl, i suoi militanti e la mia persona ci sono stati atteggiamenti incomprensibili».

La tensione durerà?

«Probabilmente per un po´ di tempo. Poi dovrebbe prevalere il buon senso. Fu così nel 1984 o nel 1992. Speriamo sia così anche oggi e che ci rincontreremo».

Valeva la pena vivere questi mesi di aspri conflitti sociali?

«Io credo che il conflitto sociale, quando sia all´interno della rappresentanza e non si trasformi in conflitto politico, sia fisiologico. Non bisogna usare il sindacato per battaglie politiche. La Cisl ha voluto garantire l´autonomia e sono convinto che i risultati siano positivi».

Sinceramente convinto?

«Da questa vicenda esce rafforzata la funzione tradizionale del sindacato che, attraverso la negoziazione e il confronto con il governo, sostiene le esigenze dei lavoratori e aumenta le loro tutele anche attraverso gli enti bilaterali che si rivolgono soprattutto ai più deboli».

Quali sono i vantaggi reali ottenuti dai lavoratori con il Patto?

«Adesso la riduzione delle tasse prevista dal governo va innanzitutto a vantaggio dei redditi più bassi».

Rivendica di aver ottenuto uno spostamento di attenzione fra i diversi temi in discussione?

«Sì. E´ stato compiuto un buon lavoro per il fisco e per il Mezzogiorno. Sono stati introdotti nuovi ammortizzatori sociali. Il patto è tutt´altro che scellerato e chi usa parole come questa farebbe bene a smorzare i toni».

Sa che i responsabili economici dei Ds e della Margherita, Pierluigi Bersani e Enrico Letta, definiscono come «modesto» questo accordo?

«Ho grande rispetto sia per Bersani che per Letta che considero persone ragionevoli e attente alle questioni del lavoro. Vorrei soltanto ricordare loro che il patto sarà magari modesto e tuttavia contiene sicuramente di più di quanto abbiamo mai avuto fino ad oggi».