“Intervista” Pezzotta: hanno cambiato le carte in tavola

24/11/2003


Pagina 18 – Economia
 
 
L´INTERVISTA
Il leader della Cisl: l´esecutivo ha fretta perché ha problemi di deficit

«Faremo una proposta equa ma decidiamo noi quando»
Pezzotta: hanno cambiato le carte in tavola
          Il progetto Il nostro progetto sarà unitario e solidale: riguarderà l´intero Stato sociale
          l´unita´ Con la Cgil abbiamo chiarito le cose che ci separano e quelle che ci uniscono

          LUISA GRION

          ROMA – La proposta sarà fatta e al contrario di quella messa in campo dal governo sarà «equa e solidale». Ma sui tempi e sui modi «decidiamo noi». E´ la risposta che Savino Pezzotta, leader della Cisl, dà alle accuse mosse da Maroni al sindacato .
          Pezzotta, il ministro dice che voi, con questa storia della controproposta previdenziale, volete solo far perdere tempo al governo.
          «Mi sembra di sognare. Cerchiamo di non fare confusione e ricordiamo invece come sono andate le cose: abbiamo discusso mesi sulla delega facendo controproposte che Maroni conosce benissimo. Poi il governo ha deciso di cambiare il mazzo delle carte: non siamo noi che stiamo perdendo tempo, sono loro ad aver mutato i tempi del dibattito decidendo, per convenienza, di concludere tutto entro la fine dell´anno. Troppo comodo parlare di gioco delle parti messo in scena dal sindacato quando il governo ha impiegato quasi due anni per preparare una sua proposta, peraltro del tutto sbagliata. Adesso tocca a noi presentare la nostra: sarà unitaria, equa e solidale. Ma i tempi li decidiamo noi»
          Questa proposta la dovrete preparare con una certa urgenza però visto che Maroni è sicuro di avere la maggioranza giusta per varare la riforma senza ricorrere al voto di fiducia
          «Questo è tutto da vedersi: mi arrivano alle orecchie diverse perplessità nate all´interno della maggioranza. Valuteremo le coerenze. Noi comunque non abbiamo fretta: non vi è alcuna urgenza di intervenire sulla previdenza. Il governo invece di fretta né ha molta, ma non perché – come dice – sente il fiato del problema demografico sul collo, ma perché con questa riforma vuole fare cassa e coprire il deficit. Sappiamo che è così, vorremmo che lo ammettessero»
          Cosa cambierebbe?
          «Si potrebbe ragionare sul come coprire il buco e dividere il carico di questo nuovo problema su tutte le classi sociali, non solo – come il governo vuole – su pensionati e lavoratori»
          Si dice comunque che la vostra proposta potrebbe essere resa nota proprio il 6 dicembre , giorno della manifestazione nazionale.
          «Non cado nel tranello delle date. Il progetto fortemente voluto dalla Cisl sarà molto articolato, toccherà non solo la previdenza , ma l´intero modello del welfare, dovrà essere diffuso e ricevere il consenso dei lavoratori. Si parlerà di fondi per i non autosufficienti, di ammortizzatori sociali, di aggiustamenti alla sanità e all´assistenza, di armonizzazione dei contributi, di separazione fra assistenza e previdenza. Cose lunghe e complesse»
          Ma questa proposta sarà presentata solo se il governo ritirerà la delega?
          «No, arriverà comunque. Una grande rappresentanza, come quella sindacale deve manifestare autonomamente un suo progetto in proposito»
          E la farete unitariamente? La Uil , dalle dichiarazioni di Angeletti, non sembra proprio così ottimista
          «Io punto all´unità e mi pare evidente che negli ultimi tempi si siano fatti diversi passi avanti su questo tema, se non altro perché ci siamo detti con onesta le cose che condividiamo e quelle che ci separano. Abbiamo parlato con chiarezza di metodi, forme e obiettivi: un sistema che consente di eliminare quell´atteggiamento barbarico secondo il quale chi non è d´accordo con te è tuo nemico».
          Lei ha parlato di proposta autonoma e cita sempre la necessaria separazione fra politica e sindacato. Però è appena andato a «benedire» la nascita di una nuova formazione politica, quella messa in campo da Mastella e Martinazzoli. Come si spiega?
          «Siamo onesti e non strumentalizziamo: Pezzotta non benedice nessuno, va dove lo invitano. Ho partecipato alla fondazione di Democrazia Europea, sono andato ai convegni di Ds, Margherita, Forza Italia, Comunisti italiani. Guardo con simpatia alle formazioni che nascono, ma ovunque io vada lancio un solo messaggio: fate i vostri percorsi, ma rispettate il sociale».