“Intervista” Pezzotta: «Governo attento, così non va»

11/02/2003


11 febbraio 2003

 
 
Pagina 27 – Economia
 
 
L´INTERVISTA
Il segretario Cisl Savino Pezzotta avverte Federmeccanica: scioperi, non provate a toglierci soldi
"Governo attento, così non va Rc Auto, in piazza anche noi"
Il decreto salva-compagnie deve essere cancellato. E sui contratti siamo pronti alla mobilitazione
Ho scritto a Berlusconi e D´Amato: voglio un incontro urgente, la crisi industriale e produttiva è grave

LUCIO CILLIS


          ROMA – Ha inviato una lettera a governo e Confindustria con la quale lancia l´allarme sulla politica industriale nel nostro paese. E ha bocciato il decreto varato sulla Rc auto che «andrà ritirato e modificato agendo sulla leva di un bonus a favore degli assicurati».
          Savino Pezzotta, leader della Cisl, comincia a mostrare una crescente insoddisfazione per alcune scelte dell´esecutivo. E vuole una riapertura «immediata» del dialogo sui contratti pubblici, sul potere di acquisto e i bilanci a rischio delle famiglie.
          Pezzotta, cosa chiede la Cisl nella lettera inviata oggi al governo e agli industriali?
          «Innanzitutto un incontro urgente alle controparti per illustrare la nostra posizione sul sistema produttivo e industriale del paese. Riteniamo che ci sia bisogno di affrontare una volta per tutte temi molto delicati e importanti prima di un pericoloso declino».
          Ad esempio?
          «Come valorizzare il patrimonio industriale, l´innovazione, la ricerca. Insomma, mettere mano alla competitività del paese rispetto ai concorrenti più agguerriti. Chiedersi, poi, in tempi di allargamento dell´Europa, come governare i problemi di "tenuta" e qual è il futuro di settori strategici come la telefonia o l´informatica. Domandarci, ad esempio, se possiamo permetterci di uscire dalla chimica. Vogliamo anche discutere di tariffe, di prezzi, quali misure prendere per riavviare i consumi delle famiglie. L´idea è di chiedere al governo l´attuazione di un meccanismo simile a quello usato per gli incentivi nell´auto, estendendoli, faccio un esempio, ai frigoriferi…».
          Fermiamoci per un attimo sui prezzi: come valuta il decreto del governo che, di fatto, mette la parola fine alla possibilità dei cittadini di ricorrere davanti ai giudici di Pace contro gli aumenti ingiustificati della Rc auto?
          «Lo valuto negativamente. L´eliminazione del giudizio di equità, toglie agli utenti la possibilità di rivalersi per tutti gli aumenti ingiustificati. Inoltre ci sarà un forte aggravio dei costi per i cittadini che procederanno nella richiesta di rimborsi. Siamo di fronte ad una scelta dannosa che elimina anche la possibilità di ricorrere in futuro contro i possibili abusi delle grandi aziende».
          Secondo il governo si è trattato di un intervento dovuto per impedire nuovi aumenti delle tariffe.
          «Io dico, invece, che il governo ha messo da parte la propria posizione di neutralità a favore delle imprese. E milioni di persone hanno perso la possibilità di avere una giustizia rapida e non costosa. E non è stato allontanato il pericolo di nuovi rincari della Rc auto».
          E cosa propone?
          «Il governo deve ripensarci, mettere da parte il decreto e concedere un bonus agli assicurati. Se non verremo ascoltati, protesteremo con decisione al fianco delle associazioni dei consumatori…».
          Parliamo di inflazione e contratti, terreni sui quali si rischia un altro incidente di percorso col governo.
          «Per arginare l´inflazione bisogna intervenire sui prezzi dei prodotti di prima necessità. Inoltre si dovrà ragionare su un paniere di riferimento e criteri di calcolo dell´Istat più aderenti ai bisogni delle famiglie. E poi ci sono i contratti: il governo deve scegliere se vuole chiudere in fretta o andare al muro contro muro. Siamo arrivati agli sgoccioli, abbiamo esaurito tutte le riserve di pazienza: siamo pronti alla mobilitazione».
          C´è però un altro fronte aperto, la polemica sulle 40 ore. Il sottosegretario Sacconi parla di "tempesta in un bicchiere d´acqua".
          «La legge non deve interferire con i contratti. E quanto alle tempeste, dico a Sacconi che basterebbe non provocarle…».
          In questo c´è perfetta sintonia con la Cgil. Vede qualche spiraglio per l´unità sindacale?
          «Non dipende da me. E di questi tempi è difficile parlare di unità».
          Possibile che nemmeno con il nuovo leader della Cgil, Guglielmo Epifani, si riesca ad instaurare un rapporto migliore?
          «Guardi che Epifani ha proclamato uno sciopero unilaterale per il 21 febbraio, altro che unità sindacale. Io preferisco le proposte, le analisi, la trattativa prima dello scontro».
          A proposito: ieri Federmeccanica ha minacciato sanzioni contro la Fiom per le ulteriori 4 ore di sciopero previste per il 21.
          «La Cisl non ha proclamato alcuno sciopero e quindi Federmeccanica non deve azzardarsi a togliere soldi ai nostri iscritti».
          La guerra, infine. Un conflitto potrebbe appesantire la crisi nel nostro paese?
          «I rischi che corre la nostra economia sono pesanti: cosa succederà quando il petrolio andrà alle stelle? Anche l´Italia doveva e deve produrre uno sforzo maggiore contro la guerra, cercando a tutti i costi una posizione comune in Europa».