“Intervista” Pezzotta: «Dialogo difficile, si diano una calmata»

09/07/2002




intervista

Roberto Ippolito


(Del 9/7/2002 Sezione: Economia Pag. 3)
IL SEGRETARIO DELLA CISL: ABBIAMO GIÀ AVVIATO IL DIBATTITO INTERNO SULL´INTESA DI VENERDÌ SCORSO
«Dialogo difficile, si diano una calmata»
Pezzotta: tutti devono essere invitati alla trattativa

ROMA

Cgil sì? O Cgil no? Il segretario della Cisl Savino Pezzotta non si appassiona affatto al dibattito in corso.

Pezzotta, può spiegare se secondo lei la Cgil deve partecipare agli incontri con le parti sociali promossi dal governo Berlusconi?

«La Cgil deve essere invitata. Poi il problema è suo: la Cgil deve decidere se partecipare o meno agli incontri programmati per l´attuazione del Patto per l´Italia che è stato firmato venerdì scorso e che lei stessa ha definito scellerato».

Insomma sta dicendo che bisogna essere conseguenti?

«I tavoli di confronto che sono stati previsti dal governo sono frutto di un Patto al quale la Cgil non ha aderito e partecipare significherebbe implicitamente accettare quell´accordo che non è stato sottoscritto».

Nota diversità nelle posizioni del ministro Maroni e del vicepresidente del consiglio Fini sull´esclusione della Cgil dai prossimi appuntamenti?

«Questo è un dibattito che non mi coinvolge. Ora a me interesserebbe di più discutere di come attuiamo i vari passaggi che il Patto appena firmato ha fissato».

Riconoscerà però che non è irrilevante sapere se l´organizzazione guidata da Cofferati può essere presente o no?

«Io ho appena affermato che anche la Cgil deve poter venire agli incontri. E che sia lei, poi, a decidere il suo comportamento. Io ritengo in generale (e pertanto non soltanto in questo momento) che qualunque confronto fra un governo in carica e le parti sociali debba essere aperto a tutte le organizzazioni. E tutti devono essere disponibile a partecipare e quindi a dialogare».

Ma, a questo punto, è possibile tentare di riprendere il dialogo anche fra la Cisl e la Cgil?

«E´ una domanda difficile».

E´ davvero così difficile rispondere a questa domanda?

«Se restano ancora i toni che sono stati usati negli ultimi giorni nei confronti della mia organizzazione, se questi toni diffondono i germi dell´intolleranza anche all´interno dei luoghi di lavoro, se si lanciano accuse che appaiono oltre le righe, allora diventa difficile dialogare».

La sua premessa è quindi centrata sulla necessità di abbassare i toni?

«Si diano una calmata».

Al di là dei toni c´è una sostanza che può tornare ad accomunare i due sindacati confederali?

«In questa fase devo dire: dipende».

Può precisare meglio la sua risposta?

«A Palermo abbiamo manifestato insieme contro la mafia. Insieme ci battiamo contro il terrorismo. E l´impegno per la democrazia ci coinvolge insieme. Ma sulle questioni sindacali, attualmente, siamo estremamente divisi».

Proprio su tutte le questioni essenziali di carattere sindacale?

«Penso che ormai emerga con molta chiarezza che c´è un modo diverso di intendere il sindacato. Noi siamo per l´autonomia rispetto agli schieramenti politici. C´è invece che ha idee diverse rispetto alla politica e si tratta di idee che non condivido proprio e che non condividerò mai».

Come valuta la richiesta che è stata avanzata dalla Cgil di varare una legge sulla rappresentanza sindacale?

«La Cisl è sempre stata contraria a definire per le legge le regole della rappresentanza sindacale. La rappresentanza deve essere definita con accordi che devono essere negoziati tra le parti».

E come giudica la consultazione tra i lavoratori sul «Patto per l´Italia» che è stata sollecitata dalla Cgil?

«La Cisl ha già avviato un dibattito al suo interno: nei suoi organismi e tra i suoi iscritti».