“Intervista” Pericu: Cultura, veicolo del nuovo turismo

05/11/2003

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
262, pag. 15 del 5/11/2003
di Gavino Maresu


GENOVA 2004/Il sindaco Pericu: come ci prepariamo. Ma manca lo spirito d’accoglienza.

Cultura, veicolo del nuovo turismo

Con l’attivazione di linee di trasporti e decine di iniziative

A Genova fervono i lavori in vista del 2004, quando la città sarà la capitale europea della cultura. Un appuntamento unico, lungo, molto articolato, che porrà la città sotto i riflettori del mondo e che registrerà l’afflusso dei centinaia di migliaia di visitatori. Uno dei principali registi di questo evento è il sindaco, Giuseppe Pericu, che pone l’accento sul percorso compiuto, negli ultimi vent’anni dalla città; un percorso che si sostanzia ora con l’appuntamento ormai alle porte.

D. Dopo gli anni 70/80, in seguito al crollo delle attività portuali e della grande industria di stato, Genova ha puntato anche sul turismo: è stata una scelta casuale o consapevole?

R. Il recupero graduale del centro storico e dell’area del Porto antico, con l’Acquario, il Centro congressi e altre attività turistico-ricreative, fu una scelta mirata, che ci ha consentito di candidare la città come sede del G8 e come capitale europea della cultura. Purtroppo l’amministrazione delle grandi città in Italia e il conseguente flusso dei finanziamenti statali dipendono più spesso dagli eventi, che sono elementi di casualità, piuttosto che da una mirata programmazione del loro sviluppo.

D. A quanto ammontano i finanziamenti per Genova 2004?

R. L’investimento complessivo è stato di 185 milioni di euro, dei quali 25 finanziati dalla legge speciale dello stato; il resto è frutto di fondi ottenuti da fondazioni bancarie, Unione europea, privati e da molte iniziative del comune, che ha messo in gioco alcuni beni immobili per cercare di valorizzarli, attraverso interventi adeguati.

D. Come sono stati coinvolti gli operatori turistici nella promocommercializzazione dell’evento del 2004? Quante presenze turistiche si prevedono?

R. Stiamo partecipando ai grandi incontri internazionali del turismo, sia in Europa che negli Usa. La promozione viene curata dall’assessore alla promozione della città, Anna Castellano. I numeri ipotizzati li teniamo riservati, perché intendiamo valutare i dati del 2004 nel 2005/2006; abbiamo una strategia di sviluppo che punta su un trend positivo stabile negli anni futuri.

D. Quest’anno i croceristi in visita a Genova hanno trovato spesso bar, ristoranti e negozi chiusi. Secondo lei i genovesi vogliono veramente il turismo o invece lo considerano un fastidio?

R. È un punto molto delicato della nostra strategia di sviluppo turistico: la città non sembra ancora del tutto predisposta ad accogliere i turisti. Ci vuole un cambio di mentalità, molto difficile da ottenere, anche perché non sono ancora stati predisposti progetti mirati in questo senso. C’è attenzione da parte nostra, ma dovremo percorrere questa strada con più efficacia.

D. Genova 2004, secondo Vittorio Sgarbi, sarà un flop clamoroso.

R. Sgarbi è un grandissimo critico e un comunicatore estemporaneo: forse si è un po’ risentito del fatto che abbiamo deciso di spostare al 2005 la sua mostra ´Da Caravaggio a Mattia Preti’. Nel 2004 ci sarà invece una mostra straordinaria: quella sull’età di Rubens che, oltre a esporre una quadreria di valore eccezionale, ha il pregio di focalizzare l’attenzione sulle grandi famiglie genovesi e sulle loro dimore, grandi committenti dei pittori di quell’epoca. Altre mostre di forte impatto saranno quella sui Transatlantici e quella su ´Arti & Architettura 1900-2000′, oltre a decine di altri grandissimi eventi, che continueranno anche nel 2005, come la mostra su Luca Cambiaso, che nel 2006 verrà ospitata da un grande museo americano.

D. Come intende affrontare i problemi delle infrastrutture per le comunicazioni e i trasporti?

R. Abbiamo completato il 50% del metro, che collega già la periferia con il centro. Stiamo progettando la costruzione di un tunnel sottomarino che da est, accanto alla Fiera, raggiungerà l’aeroporto e il nuovo porto di Voltri nell’estremo ponente, adeguandone la viabilità di superficie. Il traffico dei container invece dovrà essere avviato e fatto defluire dalle zone portuali verso il sistema autostradale attraverso appositi snodi e una nuova bretella autostradale in direzione nord-ovest.

D. Cosa pensa del progetto della regione Liguria di abolire le Apt e dar vita ai sistemi turistici locali?

R. Come principio, stiamo già percorrendo una strada simile: si è infatti già costituito un tavolo che cerca di coordinare una serie di azioni promozionali a favore della città, mettendo insieme le scarse risorse dei singoli ed evitandone la dispersione in tanti soggetti. Al tavolo partecipano, oltre al comune, la provincia, la camera di commercio, l’agenzia regionale ´In Liguria’, gli albergatori e altri: se il tavolo si trasformasse in un’authority e potesse avvalersi anche delle risorse economiche che oggi sono devolute alle Apt, a mio giudizio riusciremmo a fare meglio.

D. Qual è la sua utopia per la Genova di domani?

R. Con il recupero completo dell’area del Porto antico e in particolare della Darsena e soprattutto di Ponte Parodi, si salderà definitivamente il centro storico con il suo mare e si creerà un unicum nel mondo, che sarà la nostra utopia sul piano dello sviluppo del turismo culturale, congressuale e familiare. Se questa vision avrà successo, lo verificheremo però oltre il 2004.