“Intervista” Pecci (Federturismo): «Meno Iva per il settore»

11/09/2003


        Giovedí 11 Settembre 2003

        TURISMO
        Pecci (Federturismo): «Meno Iva per il settore»


        MILANO – Costanzo Jannotti Pecci, neopresidente di Federturismo-Confindustria, va subito al cuore del problema senza mezzi termini: «Le previsioni per la stagione turistica 2003 non sono positive, il fatturato del settore dovrebbe calare tra il 5 e il 7%, per cui ci vuole una terapia d’urto già nella prossima Finanziaria, abbassando l’Iva e rilanciando la promozione all’estero».
        Presidente quali sono le cause di questa situazione?
        Paghiamo la crisi generale e la carenza di infrastrutture che penalizza il Paese e il Mezzogiorno in particolare. L’apporto del Sud allo viluppo del settore è ancora minimale rispetto alle potenzialità. Quindi non si fa tutto il possibile a sostegno dell’industria turistica.
        Purtroppo le imprese subiscono delle vistose penalizzazioni rispetto ai nostri diretti competitor. La Francia ha l’Iva turistica al 5,5%, e il Governo di Parigi vuole addirittura ridurla, mentre la Spagna è al 7,5 per cento. L’Italia invece è al 10%, un assurdo. La Finanziaria potrebbe correggere subito questa situazione che rende l’Italia poco competitiva. Bisogna poi affrontare subito i nodi dell’Ici, elevata, dell’Irap e della mancanza di ammortizzatori sociali. Il livello dei costi per le imprese è troppo alto.
        Quale giudizio si può dare sulle attività di promozione?
        È tutto bloccato perchè l’Enit non ha soldi, e così si sono arenati i progetti con le Regioni. Cala il numero degli stranieri ma non facciamo nulla per attirali. In questi giorni invece il Governo Usa ha stanziato 50 milioni di dollari per campagne promozionali dirette a sviluppare gli arrivi di turisti dai Paesi chiave: Messico, Canada, Giappone, Francia e Germania. C’è poi l’imbarazzante caso Cina.
        Cioè?
        L’Italia è fuori dai circuiti dell’emergente turismo cinese, che riguarda circa 50 milioni di persone, perchè i nostri uffici consolari non hanno personale sufficiente per erogare i visti turistici. Francia e Austria hanno risolto il problema, l’Italia no. E dire che ci siamo anche offerti di far fronte a questa situazione.

        V.CH.