“Intervista” Panzeri: non esistono lavoratori invisibili

30/01/2002

Milano





L’INTERVISTA

Panzeri: non esistono lavoratori invisibili

      Senza un volto. Con maschere bianche, impersonali. �Eppure � stata una presenza di grande significato�, politico e sociale. �Perch� quel popolo invisibile�, che ieri ha sfilato per le vie del centro, �ha un valore molto importante in una Milano, che sta vivendo una profonda trasformazione nel mercato del lavoro�. Antonio Panzeri, segretario della Cgil di Milano, sottolinea con enfasi questa partecipazione. Popolo invisibile?
      �E’ il popolo di quei lavoratori che oggi vengono definiti atipici, ai quali non vengono riconosciuti determinati diritti. Ed invece giocano un ruolo importante�.

      E che significato ha assunto la loro presenza in corteo?

      �E’ stato smentito chi va ripetendo che il sindacato ha difficolt� di rappresentanza. Anzi le organizzazioni sono tornate ad essere un punto di riferimento per i lavoratori, per le rivendicazioni dei loro diritti�.

      Soddisfatto quindi?

      �Quando si parla di oltre 50 mila persone e del 90 per cento di adesione, significa una partecipazione straordinaria. Significa che i lavoratori hanno compreso sino in fondo la posto in gioco�.
      Ma Antonio Panzeri va oltre il risultato della manifestazione di ieri. E sposta l’attenzione sull’intervento di Pietro Ichino, professore di diritto del lavoro all’Universit� degli Studi di Milano, pubblicato sull’edizione di ieri del
      Corriere . �Il professor Ichino propone uno sciopero "virtuale", nel settore trasporti, in modo che non ci siano disagi per i cittadini. Ma questa � una strada che abbiamo gi� percorso in passato�.
      Si riferisce a due anni fa…

      �Esatto. I dipendenti dell’Atm lavorarono lo stesso e le risorse furono devolute per le inondazioni della Lomellina e del Piemonte�.

      Allora � favorevole ai blocchi �virtuali�?

      �Diciamo che, in una situazione come quella attuale, l’intervento di Ichino � apparso fuori tema. Incompleto, maledettamente di parte e non accettabile, anzi fuorviante�.

      In che senso?

      �Quella sull’articolo 18 dello statuto dei lavoratori e sul sistema pensionistico non � una battaglia corporativa. Affronta questioni importanti, che toccano tutti�.

      E quindi?

      �Quindi non esiste una contrapposizione tra chi rivendica i propri diritti e un’opinione pubblica amorfa, estranea a quello che sta accadendo. Sono gli stessi lavoratori che diventano opinione pubblica: non solo loro, anche tutti i cittadini subiscono gli interventi che il governo vuole attuare�.

      Eppure i disagi, con il fermo di bus e metr�, ci sono stati. E non solo per i lavoratori pendolari…

      �Era necessario, in questo caso, dare una risposta forte, chiara. E comunque abbiamo cercato di limitarli al massimo. Ma c’� un altro aspetto, da evidenziare, sull’intervento del professor Ichino�.

      Dica pure.

      �Nell’articolo di Ichino manca un giudizio sulle scelte del governo. Sarebbe stato pi� completo. Comunque noi siamo disposti al confronto: anche sullo sciopero "virtuale". Ma non quando si tratta dell’articolo 18 e delle pensioni�.
Davide Gorni


Cronaca di Milano