“Intervista” Padoa-Schioppa: «accordo possibile»

05/07/2007
    giovedì 5 luglio 2007

    Pagina 6/7 – Economia

      L´Intervista

      Il ministro dell´Economia a RepubblicaTv: giusti i timori di Almunia, non deluderemo la Ue. "Il piano Damiano? Non c´è"

        Ma Padoa-Schioppa resta ottimista
        «Entro l´estate accordo possibile»

          ANNALISA CUZZOCREA

          ROMA – La bozza Damiano sulle pensioni? «Non esiste. E l´intera questione si può chiudere entro l´estate». Le critiche dell´Europa sul Dpef? «Il risanamento continua e nel 2007 faremo più di quanto l´Europa ci chieda di fare». Il viceministro Visco? «Gli vanno contro perché fa pagare le tasse». Brusco e sorridente al tempo stesso, il ministro dell´Economia Tommaso Padoa Schioppa risponde per un´ora agli spettatori di RepubblicaTv. "Italia, una ambizione timida", è il titolo del libro che stringe tra le mani e consulta a ogni passo. Poi dice – da tecnico – che in democrazia i governi tecnici non esistono. Che di partito democratico non vuol parlare ma che il discorso di Veltroni – nella parte sui giovani – gli è piaciuto. Che se Almunia ha delle preoccupazioni, lui le condivide. Ma che, se tornasse indietro, quel decreto da 6 miliardi di euro lo farebbe di nuovo.

          Partiamo dal Dpef. Lei attendeva dalla Ue almeno la sufficienza. Fmi e Bruxelles lo hanno però bocciato.

            «Le preoccupazioni espresse da Almunia sul nostro debito e sulle pensioni sono totalmente da condividere. Ma c´è un esplicito apprezzamento – che non ritrovo sui giornali – per il miglioramento strutturale dei conti. Il giudizio di Almunia è: non avete cambiato direzione ma avremmo gradito un passo più rapido verso l´obiettivo finale, che è quello di un bilancio in pareggio. Anch´io avrei gradito un cammino più rapido».

            Cosa lo ha impedito?

              «Se per esempio la settimana scorsa non avessimo fatto un decreto legge che destina 6 miliardi e mezzo di euro a una serie di obiettivi avremmo potuto arrivare prima al pareggio. Ma sono convinto che abbiamo fatto bene a fare quel decreto».

              Si dice che lei si sia ammorbidito.

                «Sono sempre stato morbido».

                Secondo i rumors, Almunia teme che al primo rallentamento dell´economia il deficit italiano torni sopra il 3%, e che se ci sarà una riforma delle pensioni che aumenta la spesa le agenzie di rating puniranno il paese. Come risponderà a questi timori all´Ecofin di lunedì?

                  «Il debito e la sostenibilità finanziaria del nostro sistema pensionistico sono due preoccupazioni che condivido e che chiunque a mio giudizio dovrebbe condividere. Quanto al pericolo che qualora ci fosse un rallentamento dell´economia i buoni risultati raggiunti potrebbero andare perduti, bisogna tenerne conto. Per questo contiamo di chiudere il 2007 meglio di come gli impegni formali con Bruxelles ci chiedano di fare».

                  Molti ricercatori ci scrivono dall´estero e le chiedono se nella prossima finanziaria ci saranno più fondi per la ricerca.

                    «Sì, arriveranno dei fondi, ma sono meno di quelli che vorrei. Bisogna tener conto che noi spendiamo 5 punti del nostro Pil per pagare gli interessi sul debito, ne perdiamo 7 a causa dell´evasione fiscale, e ne spendiamo per la spesa pensionistica due in più degli altri Paesi europei rispetto al Pil. Spendiamo quindi 14 punti di Pil per cose che non esistono in altri Paesi, o non esistono in egual misura. Per questo altrove si spende di più per ricerca, infrastrutture, ammortizzatori sociali».

                    Se lei fosse il premier di un governo tecnico, come risolverebbe i problemi del sistema previdenziale nel nome dei giovani?

                      «La questione di fondo è il debito pubblico, che è pagato dalla generazione dei giovani e sarà pagato da chi oggi è bambino e da chi non è ancora nato. E´ necessario un equilibrio tra le generazioni, che renda il nostro sistema pensionistico sostenibile sia dal punto di vista sociale che da quello finanziario. Oggi è sostenibile dal punto di vista finanziario. Bisogna migliorarlo dal punto di vista sociale senza alterarne l´equilibrio. Il resto sono particolari di cui è meglio si parli al tavolo in maniera non pubblica. Poi si annunciano i risultati».

                      Spera di farcela prima dell´estate?

                        «Penso che sia interamente possibile».

                        Ma è d´accordo con la bozza Damiano?

                          «Non c´è una bozza Damiano. Il governo sta lavorando, alla fine dirò quello che penso del risultato».

                          Di patto generazionale ha parlato Walter Veltroni. A lei è piaciuto quel discorso?

                            «Sì, mi è piaciuto, ma permettetemi di non entrare in certe questioni».

                            Veltroni ha anche criticato la politica del "tassa e spendi". Con la prossima Finanziaria si invertirà la tendenza, si ridurrà la pressione fiscale?

                              «La pressione fiscale italiana è superiore alla media europea, e avendo pesi come il debito pubblico è difficile abbassarla. Io penso però che il vero problema siano i 100 miliardi di evasione. Perché così la pressione fiscale elevata non si distribuisce sull´intera economia ma si concentra sui soggetti che pagano l´imposta o perché non possono evaderla – i lavoratori dipendenti – o perché pur facendo parte di quelle categorie che riescono a evadere decidono di non farlo. Allora l´imposta potrà ridursi per tutti nella misura in cui si recupereranno le tasse non pagate. Vincenzo Visco è maestro in questo e penso che molti dei malumori contro di lui derivino dal fatto che lo Stato sta recuperando la propria dignità facendo pagare le tasse a chi deve».

                              Lei ha fissato per il prossimo anno un rapporto deficit-pil al 2,2%. Nel Dpef ha però inserito una tabella sulle "spese eventuali" che saranno 21,2 miliardi, di fatto l´entità della prossima manovra. Non crede di aver scoperto le carte troppo presto? Come pensa di evitare l´assalto alla diligenza?

                                «Credo che questo esercizio di trasparenza servirà a responsabilizzare il dibattito. Non faccio previsioni su come andrà a finire, ma credo che l´esposizione di questi ordini di grandezza sia estremamente utile per un dibattito responsabile».