“Intervista” P.Saraceno: crescono i lavori marginali e a bassa produttività

21/06/2005

    martedì 21 giugno 2005

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      L’ECONOMISTA

        Saraceno: crescono i lavori marginali e a bassa produttività

        ROMA – «Noi rimaniamo pessimisti, questi piccoli segnali si leggono positivamente perché siamo stati sorpresi prima dal non previsto crollo del Pil e dalle altre variabili particolarmente negative». Pia Saraceno, responsabile del centro studi Ref, butta acqua sul fuoco degli entusiasmi governativi dopo che l’Istat ha fornito qualche dato di crescita – su fatturato e occupazione – e invita a guardare alla realtà. Che è quella della recessione.

        Vorrà pure dire qualcosa se in aprile il fatturato è cresciuto del 2,3%?

          «Aprile è un mese strano, la Pasqua quest’anno è caduta a fine marzo. Comunque noi ci aspettiamo un secondo trimestre piatto, che non farà molto oltre lo zero».

          E l’occupazione che continua a salire?

          «Il mercato del lavoro è una variabile dalla quale arrivano da molti anni sorprese positive. Poi se si va a vedere bene si scopre che non è tutto così roseo, per esempio sono in aumento le donne che non trovano lavoro».

          L’Ocse sostiene che è merito dell’emersione dell’immigrazione grazie alla Bossi-Fini…

          «E’ vero, però resta lo stesso un dato sostanzialmente positivo. Ma se si confronta con le cifre sulla produttività è del tutto deludente, infatti ci ritroviamo a perdere competitività. Crescono i lavori marginali con bassa produttività, tutto fa parte di una economia che non trova un motivo di slancio».

          Il ministro Scajola ha commentato i dati Istat sostenendo che si sta muovendo il sistema Paese. Lei che dice?

            «Mi sembra un po’ prematuro dare un giudizio così forte su dati riferiti a un mese così particolare come aprile, con ricadute difficili da calcolare».

            I beni di consumo sono caduti del 4,3%. Se lo aspettava?

              «Direi di sì perché con l’euro c’è stata una dinamica dei prezzi molto forte e ora i consumatori stanno facendo i conti».

              Ma l’inflazione è sempre del 2% .

                «Io insisto nel dire che l’inflazione percepita è più elevata e questo è un grosso problema».

                Avete fatto qualche studio sulla speculazione dell’euro a mille lire?

                  «Non ci sono dati certi. Di sicuro ci sono cambiamenti forti dei consumatori sulla scelta dei prodotti. I commercianti dovranno rivedere il processo».

                  Il mancato taglio Irap è stato un errore?

                    «E’ stato un errore averlo annunciato e poi non averne fatto nulla. Si sono create aspettative seguite da una ritirata poco onorevole. E siccome questa fase dell’economia è dominata dalle aspettative è il peggio che si poteva fare. Una vera frittata».

                    Roberto Bagnoli