“Intervista” P.Onofri: sugli aumenti serviva più cautela

30/05/2005
    domenica, 29 maggio, 2005

      Intervista

      L’ ECONOMISTA LIBERAL

      Onofri: sugli aumenti serviva più cautela
      La Cgil non si chiuda

        «Abbiamo raggiunto l’ obiettivo di disinflazionare l’ economia italiana e oggi il costo della vita è nella media europea. Ora servono modalità contrattuali diverse per aumentare i salari in funzione della produttività», sostiene Paolo Onofri, economista liberal ed ex consulente del governo Prodi.

          Il ministro del Welfare Roberto Maroni ha invitato i sindacati a riscrivere i famosi accordi del ‘ 93, che regolano tutta la contrattazione dei lavoratori dipendenti. Quale dovrebbe essere l’ impostazione, visto che il contesto economico è molto diverso rispetto a 15 anni fa?

          « Bisogna dare più peso alla contrattazione aziendale e maggiore importanza a un’ articolazione territoriale, soprattutto per la parte salariale. Ad esempio, all’ interno di uno stesso settore, le aziende che appartengono a una regione con una situazione migliore, potrebbero contrattare salari più alti. Se si utilizzano i valori medi, invece, si puniscono le aziende meno produttive » .

          La Cgil, però, ha già detto no.

          « Ci possono essere proposte di fronte alle quali la Cgil potrebbe cominciare a discutere. Se non ci sono le tre sigle, non si fanno grandi progressi » .

          La revisione del modello contrattuale aiuterà le imprese a recuperare competitività?

            « Alla lunga ci sarà qualche effetto. Ma il punto centrale è poter sostenere i redditi degli impiegati delle aziende più produttive. Negli ultimi 10 anni abbiamo assistito a una crescita lenta dei salari e, più di recente, a una cattiva distribuzione con una polarizzazione dei redditi. C’ è bisogno di ridistribuire la produttività » .

            Non c’ è il rischio che si parli di ritorno delle gabbie salariali?

              «Allora cambiamo nome. C’ era già stato un tentativo attraverso i contratti d’ area per tentare di sostituire quella parola impronunciabile».

              Trovi un nuovo nome.

                « Articolazione territoriale della contrattazione. Ma, al di là dei nomi, quello che conta è la produttività » .

                Come valuta l’ accordo sul contratto degli statali?

                  « Il quantum è un problema di bilancio pubblico. Certo, è un segnale per tutti gli altri. Forse serviva più cautela. Nell’ accordo si parla di mobilità nel settore pubblico: già in passato ci sono stati dei tentativi. Se questa volta ci saranno davvero dei progressi, sarebbe un fatto positivo » .

                Ferraino Giuliana