“Intervista” P.Greganti: le coop si adeguano al mercato

23/12/2005
    venerdì 23 dicembre 2005

    Pagina6 – Primo Piano

    L’EX COMPAGNO G – «MA NON CONOSCO COOPERATORI CHE SI SIANO ARRICCHITI, NEMMENO UNO»

      Greganti: le coop si adeguano al mercato

        MILANO
        «Se la logica di mercato – logica sulla quale personalmente ho qualche dubbio – deve valere per tutti non capisco perché non debba essere valida anche per il movimento cooperativo. Poi, certo, è importante che tutte le procedure siano state corrette, ma io sono l’ultima persona a poterlo dire. Non conosco i fatti se non per quello che ho letto, non mi posso pronunciare». Politica e affari, affari e Ds. Primo Greganti il leggendario compagno G del conto Gabbietta, per due volte a San Vittore ai tempi di Mani Pulite mantenendo un ferreo silenzio sugli affari del suo partito, guarda alla partita Unipol con distacco, ma guarda anche con sospetto alle polemiche che su quella partita si rincorrono.

          Dunque le critiche ai Ds, alle coop che invece di fare il loro mestiere scalano le banche, non hanno fondamento?

            «Le trovo molto, molto pretestuose, specie in una situazione in cui l’economia ha caratteristiche come quelle di oggi, è globalizzata e finanziarizzata. Qualsiasi operatore economico, che sia cooperativo o privato, se decide di stare su questo mercato deve starci fino in fondo sennò quello che non fa verrà fatto da qualcun altro».

              In verità ci sono state anche polemiche sulle agevolazioni fiscali alle cooperative.

                «Non so se sia così, ma certo non mi risulta che i più grandi evasori fiscali in Italia siano state le cooperative. Non conosco cooperatori che si sono arricchiti, nemmeno uno. Conosco persone che hanno fatto il loro mestiere e si confrontano con le problematiche del mercato. E se uno non ha accesso alla finanza non sta sul mercato».

                  Anche all’interno dei Ds c’è però chi avverte che bisogna indagare su eventuali «relazioni pericolose» di Consorte.

                    «Non ho elementi per pronunciarmi su questo. Certo, la legge va rispettata. Si può lottare per modificarla, ma quando esiste va rispettata. E’ una posizione che può dare fastidio quando ci si accorge che molti spostano la legge per fini personali o privati, ma anche in questo caso non mi sembra che il caso riguardi il movimento cooperativo».

                      Si legge anche che dopo questa vicenda Berlusconi ritiene che i Ds non potranno più permettersi di tirare in ballo la «questione morale».

                        «C’è una volontà di confondere le idee, di mostrare che alla fine tutti sono uguali, e questa è una delle cose che mi preoccupano di più. Prima o poi tornerà dannosa per tutti, sta già mettendo il paese nel suo complesso in una situazione difficile, non a caso abbiamo la reputazione internazionale che abbiamo».

                          Anche la Margherita, se è per questo, attacca i Ds…

                            «Qui si parla di uomini che vivono in questo sistema. La diversità di pareri, le polemiche, non mi spaventano mica in uno schieramento così vasto come il centrosinistra. C’è una discussione programmatica in corso e mi pare che si discuta anche di questo, va bene. Certo il mio parere non è quello della Margherita».

                              Signor Greganti, lei oggi che cosa fa?

                                «Assolutamente niente. Ho 62 anni e sono in pensione. Punto. Faccio un po’ di volontariato in una federazione di comunità terapeutiche, metto a disposizione le mie conoscenze e la volontà di fare qualcosa a favore di chi sta peggio di me. In questa società ci sono sempre più poveri e sempre meno ricchi, che sono più ricchi».

                                  Tessera dei Ds?

                                    «Sono tradizionalista. Finché uno ha dei procedimenti penali come quello che ho avuto io ritengo che è meglio che stia fuori, che non abbia incarichi politici».