“Intervista” P.Ferrero: «Abolire lo scalone e basta»

20/06/2007
    mercoledì 20 giugno 2007

    Pagina 2 – Economia

      L´Intervista

        Il ministro Ferrero: per noi è l´unica soluzione, le cifre del Tesoro sono gonfiate

          "Abolire lo scalone e basta
          sul programma è scritto così"

            La proposta Bonino? Per le donne alzare l´età della pensione oltre i 60 anni solo su base volontaria
            Gli scalini obbligano chi ha iniziato a lavorare prima dei 20 anni a ritirarsi con 40 anni di contributi

              LUISA GRION

              ROMA -Sul programma elettorale – dice – c´era scritto «abolizione dello scalone» e avendo contribuito personalmente alla sua stesura con Tiziano Treu e Cesare Damiano, assicura che non c´è spazio per dubbio alcuno, non ci può essere «scalino» che tenga: è abolizione tout court. Paolo Ferrero, ministro della Solidarietà sociale, tiene ferma la linea sposata da Rifondazione.

              Ministro, per il Tesoro l´operazione costa troppo.

                «Il Tesoro dà cifre discutibili e gonfiate, perché non tiene conto né dell´aumento di contributi dello 0,3 per cento già chiesto ai lavoratori con la Finanziaria, né del fatto che non è vero che tutti vanno in pensione a 57 anni. Certo, se continuiamo a dare quest´immagine di incertezza il rischio che i lavoratori scappino c´è. Il punto fermo, per me, è questo: innalzamento solo se volontario e incentivato».

                Con quali soldi?

                  «Questo è il vero problema, giusto, ma non perché i soldi non ci siano. Il fatto è che quelli che ci sono vengono mal spartiti. E´ sbagliata l´impostazione che assegna al risanamento del debito 7,5 miliardi e al welfare solo 2,5. Bisogna invertire le cifre, o quanto meno pareggiarle, anche perché qui si parla solo di emergenza pensioni, ma del problema della casa vogliamo discutere? E´ chiaro che 2 miliardi e mezzo non bastano. Capisco il rispetto dei tempi di Maastricht, ma perché voler fare di più? Anche in Francia, dove il governo è di destra, sta prendendo piede una linea sul debito più morbida della nostra. Possibile che solo chi si occupa di economia non capisca il malessere sociale del paese?».

                  Ciò vuol dire che se passa la linea del Tesoro voi voterete contro il governo di cui fate parte?

                    «Una cosa alla volta, ogni giorno ha il suo affanno. Io sono per la mediazione e per una soluzione comune che non si vada a cercare solo dentro al partito democratico».

                    Questa continua spaccatura all´interno della maggioranza, infastidisce però anche i sindacati. Bonanni ha detto che rappresenta un problema, siete più rigidi di loro?

                      «Non capisco davvero questa preoccupazione, di sicuro la nostra posizione non rappresenta un problema per i lavoratori e questo, a me, basta. Penso piuttosto che i sindacati farebbero bene ad occuparsi di più di quello che dice il ministro Bonino».

                      La Bonino chiede che la «signora Gina» non sia obbligata ad andare in pensione a 60 anni. Lei non è d´accordo?

                        «Solo se la Gina lo vuole e purché non sia obbligata a farlo come la Bonino vorrebbe. Da liberale di estrema sinistra quale sono, non voglio buttar fuori dal lavoro la Gina, ma non obbligherei mai un´altra signora, la Lucia, a lavorare fino 65 anni se lei non lo vuole».

                        Perché non vanno bene gli «scalini» proposti dal ministro Damiano?

                          «Costringono una generazione, quella che ha cominciato a lavorare prima dei 20 anni, ad andare in pensione con 40 anni di contributi. L´aumento dell´età pensionabile sarà fisiologica, man mano che si alza l´età d´ingresso al lavoro».