“Intervista” O.Diliberto: «Pensioni e contratti, si cambi»

03/10/2007
    mercoledì 3 ottobre 2007

    Pagina 11 – Economia

      L’intervista

        Il segretario del Pdci, Diliberto: tra i lavoratori c´è disagio verso il governo

          «Pensioni e contratti, si cambi
          il premier garantisca l´intesa»

            SILVIO BUZZANCA

              ROMA – Onorevole Diliberto, i lavoratori di Mirafiori fischiano l´accordo sul Welfare…

                «E´ evidente che c´è un disagio che percepiscono coloro che hanno ancora l´abitudine di girare sui luoghi di lavoro. E´ il disagio di chi guadagna davvero pochissimo e si aspetterebbe, da un governo che ha votato, politiche che vadano nella direzione di un miglioramento della condizione di vita e di lavoro. Questo disagio in qualche caso si manifesta con i fischi. Ma in qualche caso si manifesta con la "delusione silenziosa", l´astensione dalle urne. E si è visto alle ultime amministrative».

                Il segretario della Cisl Bonanni dice che si tratta di "minoranze rumorose"…

                  «Invito ad ascoltare questo malessere che non è di minoranza. Lo dico in maniera costruttiva per aiutare il governo. Noi vogliamo che questo governo duri tutta la legislatura e auspichiamo che recuperi un po´ del consenso che ha perso. Per questo non chiediamo la luna; chiediamo di tenere conto di richieste assolutamente ragionevoli che possono modificare, in alcuni punti, il protocollo sul Welfare».

                  Può chiarire quali sono questi punti?

                    «Il primo è una lotta più incisiva al precariato. Una recente trasmissione televisiva ha rivelato che è la maggiore preoccupazione degli italiani. E´ una battaglia che dovrebbe essere condotta da tutta la coalizione, non solo dalla sinistra, e che dovrebbe portare a modifiche della legge Biagi. Prendiamo il lavoro a progetto. Era stato pensato per assumere per un certo periodo un lavoratore che lavorava, appunto ad un progetto. E il rapporto cessava quando si raggiungeva l´obiettivo. Oggi il lavoro a progetto è usato come forma di sfruttamento terribile per assunzioni di una settimana. Anzi di cinque giorni per evitare di pagare il sabato e la domenica. Ma ho visto con i mie occhi contratti a progetto per un giorno. Questo non sta né in cielo né in terra. E´ una forma di sfruttamento terribile.

                    Faccia un altro esempio…

                      «Prendiamo la questione della soglia dei 5000 che fanno lavoratori usuranti e possono andare in pensione subito. Ma come si può dire che alcune categorie sono escluse dalla riforma pensionistica? E come ci mettiamo se gli usuranti aventi diritto un anno sono 7500? Che facciamo? Tiriamo a sorte?».

                      Avete sollevato anche il problema della durata triennale del contratto a termine?

                        «Questa è un´altra questione clamorosa. Da un lato si dice che il precario dopo 36 mesi viene assunto a tempo indeterminato. E ricordo che tre anni sono lunghi. Ma subito dopo si scrive che dopo i tre anni basta che le parti si presentino all´Ufficio provinciale del lavoro accompagnate da un sindacalista per prolungare sine die il rapporto di lavoro precario. E faccio notare che l´Europa ha già sancito che il rapporto precario può durare al massimo due anni».

                        Mastella però dice che si tocca qualcosa di importante cade il governo…

                          «Rispondo a Mastella che andare avanti con le minacce non è un buon modo di governare insieme».

                          E di Dini cosa pensa?

                            «Dovremo trovare una quadra. E Prodi deve essere il garante dell´accordo. La tenuta del centrosinistra non dipende solo dalla sinistra. Le peggiori insidie arrivano dal centro. Alla fine comunque Mastella e Dini risponderanno del loro comportamento».

                            Ma della Finanziaria che pensa il segretario del Pdci?

                              «Dico che l´azione congiunta di tutta la sinistra della coalizione ha strappato risultati importanti. Penso alla misure sulla povertà o gli sgravi alle famiglie sul diritto allo studio. Una battaglia questa proprio dei Comunisti italiani. Ma quando ho letto la Finanziaria ho visto che i 2 miliardi e 354 milioni di euro, previsti anche nel Dpef, che dovevano coprire il contratto del pubblico impiego sono spariti. E il pubblico impiego minaccia già lo sciopero. Dico allora che si poteva evitare di dare altri soldi alle imprese e onorare gli impegni sottoscritti».