“Intervista” Maulucci: «Pensi il fisco ad alzare i redditi»

04/09/2007
    martedì 4 settembre 2007

    Pagina 14 – Economia & Lavoro

    L’Intervista – Marigia Maulucci

    Il segretario Cgil: in Finanziaria detrazioni per i dipendenti

      «Pensi il fisco ad alzare i redditi»

      Milano

        «I dati continuano a sottolineare l’esistenza di un problema di salari e potere d’acquisto. Problema persistente, che sarebbe opportuno affrontare con un intevento congiunto nella prossima finanziaria». Il segretario confederale Cgil Marigia Maulucci commenta gli ultimi dati Istat sul risicato aumento delle retribuzioni e sulla bassa copertura contrattuale. E chiede al governo di «reimpostare un quadro politico dei redditi».

        La sofferenza dei redditi: come si affronta?

          «I dati vanno sempre presi con accortezza. Però, considerando anche quelli di agosto relativi ad un rallentamento della crescita del pil e della produzione industriale, evidenziano un problema. È chiaro che non si risolve magicamente. Ci vuole un intervento mirato, che assuma il tema del potere d’acquisto dei salari come fattore di equità, ma anche di crescita per l’economia. E sarebbe opportuno che questo intervento arrivasse con la Finanziaria».

          Quale tipo di intervento?

            «Innanzitutto c’è il tema della retribuzione di prezzi e tariffe, capitolo delicato su cui incide anche il processo di liberalizzazione in atto: tra l’altro, a questo propositvo stiamo ragionando con il ministro dello Sviluppo per introdurre un sistema di tariffe sociali a tutela delle fasce medio-basse»

            Poi, c’è la questione delle tasse.

              «La leva fiscale, certo. E il tema della funzione redistributiva del fisco. Si tratta di capire quale sia la strada migliore da seguire. A mio parere, più dell’Ici, è quella dell’aumento delle detrazioni per i dipendenti. Anche questo è un tema da affrontare in Finanziaria. L’incognita più grossa è se il governo sarà in grado di procedere con un’operazione complicata com’è quella di riqualificare la spesa, anche ad un fine di equità redistributiva. E non parlo di riduzione, quanto proprio di riqualificazione e compressione degli sprechi. Comunque, va sempre ricordato che parte del prelievo fiscale deve andare a pagare gli interessi sul debito e, quindi, non potrà mai essere interamente disponibile per i cittadini. Del resto, la riduzione del debito necessita interventi strutturali».

              Un altro dato poco rassicurante è quello della copertura contrattuale.

                «Un altro elemento da affrontare: chiudere nei tempi giusti i contratti nazionali, ed estendere le sedi della contrattazione aziendale. Ci vogliono regole certe, considerando anche che se esistono dati reali sull’aumento della produttività non può non esserci un ritorno per i lavoratori. In questo senso, l’accordo sul welfare ha un po’ sprecato un’occasione. Di cui bisognerà discutere».

              la.ma.