“Intervista” Massimo Nozzi: Il cervello non s’affitta

22/04/2002



 
   
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Il cervello non s’affitta

Adecco basta Nella multinazionale del lavoro interinale è finita la congiura del silenzio. Il prossimo 4 aprile si terrà la prima assemblea nazionale dei dipendenti con il sindacato

MANUELA CARTOSIO


MILANO
Adecco story, terza puntata. Sabato 4 maggio a Firenze si terrà la prima assemblea nazionale dei dipendenti diretti dell’Adecco, una delle maggiori agenzie per la fornitura di lavoro interinale. L’ha indetta la Filcams, il sindacato del commercio della Cgil, che nelle ultime settimane ha tesserato numerosi lavoratori Adecco. Su queste pagine il 20 marzo Enrica Torresani ed Erica Belingheri – selezionatrici del personale in due filiali in provincia di Bergamo – per la prima volta avevano rotto il tabù e illuminato la faccia nascosta del mondo Adecco. L’articolo aveva suscitato un fitto scambio di e-mail tra i lavoratori Adecco (ne abbiamo riferito il 31 marzo). I messaggi esprimevano solidarietà alle due colleghe, confermavano il loro racconto (salto della pausa mensa, straordinari coatti e non retribuiti, violazioni della privacy, altissimo turn-over) e traboccavano di voglia di «fare qualcosa» per migliorare le condizioni di lavoro. «Un’esplosione», la definisce Massimo Nozzi, che alla Filcams nazionale segue i lavoratori diretti delle agenzie interinali, segno che la situazione era «matura». «Stiamo reclutando iscritti nelle filiali Adecco di Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Lazio e Campania. Quasi tutti hanno voluto tesserarsi alla luce del sole, con la trattenuta in busta paga».

Una dimostrazione d’orgoglio e di coraggio. I 7 mila dipendenti nella sessantina di agenzie interinali operanti in Italia non sono coperti dall’articolo 18 dello Statuto del lavoratori perché le filiali sono tutte sotto i 15 dipendenti.

E’ l’ostacolo maggiore alla sindacalizzaione, all’elezione delle Rsu e alla contrattazione integrativa. L’abbiamo superato solo con Obiettivo lavoro (l’agenzia della Lega delle cooperative e della Compagnia delle opere, ndr). L’estate scorsa ha accettato di sedersi al tavolo per trattare con Cgil, Cisl e Uil su rappresentanza e diritti sindacali, premio di produzione, inquadramento. Tre mesi fa ha chiesto una pausa di riflessione che dura ancora.

L’altro ostacolo è la politica del personale adottata da tutte le big del lavoro temporaneo: identificazione totale con l’azienda, siamo tutti una famiglia, del sindacato qui non c’è bisogno.

E’ il modello americano del «siamo il team vincente», dove tutti si chiamano per nome e danno del tu al megacapo. Sono cose che fanno una certa impressione su chi ha poco più di vent’anni. L’entusiasmo dura un annetto, poi segue la delusione. Dietro alla modernità fasulla di questi mondi a parte sperimentano prepotenza, arroganza, stupidità, gerarchie incomprensibili. E si incazzano terribilmente. Essendo giovani, in prevalenza donne, che devono provvedere quasi tutti solo a se stessi, si dimettono; di qui, l’alto tasso di turnover. La novità nel caso Adecco è la determinazione a restare per far valere i propri diritti. Dobbiamo fare attenzione a non tradire le aspettitive di queste persone giovani e libere. Non hanno un rapporto ideologico né sacrale con il sindacato. Se le deluderemo, si arrabbieranno con noi come stanno facendo con l’azienda.

Per le agenzie il turnover è un vantaggio: tiene lontano il sindacato, i neo assunti sono sempre collaborativi. E’ anche un costo: va formata e addestrata in continuazione gente nuova che dopo un anno, magari, passa alla concorrenza.

Le agenzie, infatti, hanno sottoscritto un patto di non concorrenza. Chi lascia un’agenzia nei successivi 3 o 6 mesi non può andare a lavorare da un’altra. In cambio di un ridicolo indennizzo, il 5% dello stipendio per i mesi di divieto. Il patto è violato spesso e volentieri sottobanco. C’è una competitività esasperata tra agenzie e anche all’interno della singola agenzia, che mette in concorrenza tra loro le filiali e i lavoratori. La gente si logora e scappa.

In Italia il lavoro interinale è partito in ritardo rispetto agli altri paesi europei e resta a percentuali più basse. Le agenzie riescono a guadagnare o no?

Come in tutte le imprese, ci vuole un po’ di tempo per ammortizzare i costi di avvio. Liberalizzando i contratti a tempo determinato il governo Berlusconi, pur di fare un dispetto alla Cgil, ha dato un dispiacere alle agenzie di lavoro in affitto che, alle imprese utilizzatrici, costa più dei contratti a termine. Per «rimediare», il governo vuol dare alle agenzie interinali il collocamento privato. L’obiettivo, indicato nel Libro bianco, è scritto nella delega sul mercato del lavoro che spazza via la legge che vieta l’interposizione di manodopera. Riconvertirsi dall’interinale al collocamento privato per le agenzie sarà un’àncora di salvezza, ma non sarà una cosa semplice. Sono altri soldi che ballano, figure professionali non coincidenti, personale da formare. I dipendenti diretti delle agenzie hanno percepito questa situazione d’incertezza e di crisi. L’hanno sommata al malcontento precedente e per questo è bastata una scintilla per innescare la ribellione all’Adecco.

Dopo l’assemblea, come si muoverà la Filcams?


Vogliamo presentare all’Adecco una piattaforma analoga a quella che abbiamo presentato a Obiettivo lavoro, per fare un contratto integrativo valido per tutto il gruppo. Il premio di produzione deve diventare trasparente ed esigibile; ora è una regalia che l’azienda può cancellare a piacimento e fa dipendere da parametri fumosi e bizzarri. L’Adecco, inoltre, applica un meccanismo simile a quello delle vendite multilevel: chi sta sopra ha una percentuale su chi chi sta sotto. E’ un sistema piramidale che, giustamente, chi lavora nelle filiali e deve detrarre dai costi di gestione il 4% per i manager, non digerisce di buon grado.

Hai dimenticato lo straordinario obbligatorio e gratis?

Per niente, quello viene prima della piattaforma. E’ scontato che l’orario è quello contrattuale, tutte le ore in più vanno pagate. Punto e basta. Adecco sa perfettamente che qualunque giudice darebbe ragione ai lavoratori, tant’è vero che nelle vertenze individuali accetta di pagare gli arretrati. Dunque, faccia due conti: preferisce andare per avvocati, sborsare una cifra spaventosa o trattare per l’integrativo?

Né l’una né l’altra, suppongo. Cercherà di far sbollire la rivolta, tenendo fuori il sindacato.

Ormai è troppo tardi. Molte filiali Adecco martedì scorso erano chiuse per sciopero.