“Intervista” Marzano: «Al turismo oltre un miliardo €»

01/02/2002





Economia & ripresa – Il ministro delle Attivit� produttive Marzano firma un’intesa con le Regioni che libera le risorse per rilanciare il settore

�Al turismo oltre un miliardo €�

�Un primo concreto esempio di devolution� – Per le imprese pronti gli stanziamenti in Finanziaria e i fondi della 488
Martino Cavalli

ROMA – Stato e Regioni hanno "fatto la pace" sul turismo, dando il via a finanziamenti pubblici per oltre un miliardo di euro, e – come ha commentato Antonio Marzano, ministro per le Attivit� produttive – �dando un primo concreto esempio di come pu� funzionare la devolution�. Ogni intervento per il settore, sottoposto tra l’altro alla forte crisi scaturita dagli attentati dell’11 settembre scorso negli Stati Uniti, era stato infatti bloccato da un duro scontro sulle competenze tra Governo centrale e amministrazioni locali, scontro che era iniziato gi� prima della revisione della Costituzione, ma che – con il nuovo Titolo V – si era ovviamente acuito. Ieri l’accordo tra Marzano e gli assessori regionali al Turismo ha sbloccato la situazione, anche se restano i ricorsi che numerose Regioni avevano gi� presentato alla Corte Costituzionale contro la legge quadro approvata l’anno scorso, a fine legislatura.
Ministro Marzano, questo accordo che cosa significa?
Innanzitutto vorrei sottolineare l’aspetto politico. Qui si parla di una legislazione esclusiva regionale ed � quindi un eccellente esempio di federalismo. Con questo testo, diverso dal precedente, che era stato considerato troppo analitico, abbiamo trovato una soluzione ai problemi sollevati dalle Regioni. Se anche in altri settori si potesse arrivare a questo, sarebbe un ottimo risultato.
E in concreto?
C’� la firma di una dichiarazione d’intenti che sigla la convergenza sui principi generali per il coordinamento del settore, che verranno recepiti da un Dpcm (decreto del presidente del Consiglio dei ministri, ndr). Viene ampliata la nozione di impresa turistica a nuove attivit� come i parchi a tema, la multipropriet�, l’attivit� congressuale, i campi da golf, cos� importanti per il turismo di un Paese come la Spagna. Inoltre le Regioni si impegnano, con un loro coordinamento interno, ad assicurare degli standard omogenei di servizio che garantiscano una sufficiente uniformit� al prodotto turistico nazionale. E anche questo � un aspetto estremamente importante. In termini finanziari, qual � l’impatto? Il settore ha ora la disponibilit� di 284 milioni di euro, somma di stanziamenti gi� previsti in passato e dall’ultima Finanziaria. Ma in realt� i fondi raddoppiano, perch� le Regioni devono impegnare risorse equivalenti. E se si considera che l’effetto moltiplicatore � pari a 3, si mettono in moto investimenti superiori a 1,5 miliardi di euro. Non � tutto: ci sono circa 50 milioni di euro per i sistemi turistici locali, di cui il mio ministero dispone autonomamente, e c’� la legge 488, che ha altri 585 milioni di euro disponibili. Solo di intervento pubblico, un totale di oltre un miliardo di euro.
Se si considera che le Regioni hanno a disposizione anche i finanziamenti europei, non � un quadro un po’ confuso?
No, ci sono due soggetti (Stato e Regioni) che hanno ciascuno due interventi a disposizione. Il ministero ha la 488 e i fondi per i sistemi turistici locali. Le Regioni hanno le risorse della Finanziaria, che si distribuiscono tra loro secondo criteri scelti da loro stesse, e quelli europei. Ma va bene cos�, perch� le logiche sono diverse. Il ministero deve avere una sua autonomia per fare eventuali compensazioni tra Regioni, oppure per finanziare un evento particolare. Poi ci sono anche i contratti di programma, i patti territoriali, i contratti d’area, tutti recentemente "ereditati" dal ministero del Tesoro. Come si muover� il suo ministero? Sono tutti strumenti che ben si adattano alle necessit� del comparto. E si adattano anche a quella che � la caratteristica peculiare del nostro sistema produttivo, cio� la presenza dei distretti. Un modello con molti punti di forza, non solo nel turismo, evidentemente, ma in ogni settore produttivo. A cominciare dal fatto che abbiamo cinque milioni di imprenditori da incentivare secondo la logica pi� convincente, che � quella del profitto.
Ma la contrattazione programmata non si � distinta finora per la velocit� di intervento.
Da novembre, cio� da quando questi strumenti sono passati sotto la competenza del mio ministero, e comprendendo la legge 488, abbiamo impegnato 2 miliardi di euro e ne abbiamo erogati 1,5 miliardi. Per quest’anno il mio ministero conta di spendere oltre 7 miliardi di euro. Se questa non � una politica per il Sud……..
I soldi bastano?
Certo che no, il turismo � la somma di diverse componenti, sicurezza, infrastrutture, trasporti, beni culturali, sanit�. E sono tutti settori sui quali il Governo sta portando avanti una politica organica. In particolare per il Mezzogiorno, che non a caso � rimasto finora sostanzialmente emarginato dai grandi flussi turistici internazionali.

Venerd� 01 Febbraio 2002