“Intervista” Maroni: «Un passaggio utile senza rischi di interferenza»

15/01/2002
La Stampa web




intervista
Roberto Ippolito
(Del 15/1/2002 Sezione: Economia Pag. 2)
Maroni: «Un passaggio utile senza rischi di interferenza»

UN appuntamento utile. Ecco come giudica il ministro del lavoro e delle politiche sociali Roberto Maroni l’incontro annunciato dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi con i sindacati, le imprese e lo stesso governo.

Ministro, giudica davvero positivo l’intervento di Ciampi?

«Esprimo tutto il mio apprezzamento per il presidente della repubblica. La richiesta di incontro è stata rivolta al capo dello stato dalla Cgil, dalla Cisl e dalla Uil prima di Natale. Ed è stata formalizzata il 5 gennaio. L’iniziativa del Quirinale nasce da lì. E’ apprezzabile sentire l’opinione delle parti sociali. E ancora più apprezzabile che il presidente senta anche il governo».

Non teme che il Quirinale si sostituisca al governo che è in rotta con i sindacati?

«Non c’è il rischio di interferenza. Un rischio del genere non c’è mai stato dopo le parole dell’ultimo dell’anno. Nel suo messaggio il capo dello stato ha ricordato di non avere responsabilità di governo: sa che non compete a lui governare. Lui ha un compito, più alto e più importante, di custode della Costituzione».

Però incontra le parti sociali, no?

«I disegni di legge delega sulle pensioni e sul mercato del lavoro di cui si discute sono stati approvati dal consiglio dei ministri. Sono stati presentati alle camere dopo essere stati firmati dal presidente della repubblica. Tutti i progetti di legge del governo sono controfirmati dal presidente della repubblica».

Che motivo c’è di ricordarlo?

«Il presidente Ciampi ha avuto modo di leggere, valutare e verificare che non ci sono punti meritevoli di censure. I sindacati hanno invece sostenuto, per esempio, che non c’è la copertura finanziaria: ecco una delle tante sciocchezze che la firma di Ciampi smentisce».

E allora cosa ci sarebbe da discutere al Quirinale?

«Questo non lo so. Il sindacato ha chiesto al capo dello stato di manifestargli le sue perplessità. Mi sembra una richiesta legittima, ma non credo in grado di cambiare il corso degli avvenimenti. Ora il confronto è in parlamento. E’ lì che la Costituzione prevede si faccia il confronto. Non esiste alcuna altra sede abilitata per un esame di merito. Quindi non so cosa si aspettano i sindacati da questo passaggio al Quirinale».

A che serve allora l’iniziativa di Ciampi?

«La saggezza del presidente è tale che il confronto al Quirinale sarà utile perlomeno per chiedere a tutti, in primo luogo a chi ha diffuso allarmi ingiustificati, di discutere nel merito nella sede appropriata. E questa è il parlamento».

Così non sta ignorando le ragioni sindacali?

«Ho sentito in queste giorni tante voci stonate che hanno come risultato (non dico come intenzione) di esasperare gli animi. Mi auguro che la saggezza del presidente possa aiutare a ricondurre il confronto nei termini della correttezza, dura fin che si vuole ma sempre correttezza. Se si esasperano i toni inutilmente, non ci sono spazi per parlare seriamente».

Ma esiste un dialogo dopo la sua sollecitazione alla Cisl e alla Uil di distinguersi dalla Cgil?

«La Cisl e la Uil dovevano dichiarare di condividere o meno le affermazioni non corrispondenti al vero del leader della Cgil Sergio Cofferati. E’ necessario un confronto senza mistificazioni. E’ una questione di metodo: non si possono dire cose false. Dirle non è estremismo: è peggio».

Il suo bersaglio è sempre la Cgil?

«Posso capire che una parte del sindacato abbia un atteggiamento pregiudizialmente ostile nei confronti del governo, ma non è conveniente per tutte le organizzazioni dei lavoratori seguire una linea masochista. Non ho invitato la Cisl e la Uil a una trattativa separata, ma a parlare senza carte truccate. Altrimenti non è possibile farlo».

Ricorda che sabato a Palermo la Cisl e la Uil hanno manifestato con la Cgil?

«Non ho chiesto di prendere le distanze da Cofferati. Ma di accettare la sfida in un confronto senza falsificazioni».

Insomma è deluso dalla Cisl di Savino Pezzotta e dalla Uil di Luigi Angeletti?

«Assolutamente no, non sono deluso dalla Cisl e dalla Uil. Spero che dopo gli irrigidimenti di questi giorni e il passaggio al Quirinale si crei un clima nel quale sia possibile discutere dei contenuti veri. Se vengono attribuite al governo intenzioni che non ha, allora nessun confronto è possibile».