“Intervista” Maroni: «Proposta aperta ai sindacati»

15/09/2003

domenica 14 settembre 2003

 
 
Pagina 4 – Economia
 
 
L´INTERVISTA
Parla il ministro del Welfare, Maroni: nella maggioranza e nel governo l´accordo c´è

"Proposta aperta ai sindacati
nel 2008 non ci sarà un muro"
          epifani Trova ogni scusa per attaccare il governo, non è una novità
          anzianità Le pensioni di anzianità non sono un odioso privilegio

          MARCO RUFFOLO

          ROMA – Ministro Maroni, l´intesa sulle pensioni c´è o non c´è? Non è arrivato il momento di fare un po´ di chiarezza?
          «L´intesa c´è. C´è nel governo e nella maggioranza. E le posso dire che non sarà penalizzante per i lavoratori. Altrimenti la Lega non l´avrebbe mai sottoscritta».
          Tutti in pensione dopo quarant´anni di contributi già nel 2008, magari con qualche eccezione? Oppure innalzamento progressivo da 35 a 40 anni a partire da quell´anno?
          «La proposta sarà chiara a tutti nel momento in cui la presenteremo a sindacati e Confindustria, non prima».
          Ma secondo lei è accettabile l´idea di cambiare le regole di colpo nel 2008 creando uno scalino, un muro tra chi, maturando i requisiti di pensione prima di quell´anno, potrà lasciare il lavoro subito e chi, maturandoli dopo, dovrà aspettare altri cinque anni?
          «Le posso dire che non ci sarà questo muro improvviso».
          Insomma, una proposta che prevede l´innalzamento dell´età dal 2008 ma che è ancora aperta sul come?
          «Se andiamo a discuterla non può che essere aperta. Ma una cosa deve essere chiara: prima del 2008 non si toccano le pensioni di anzianità, si danno solo gli incentivi a chi avendo già i requisiti per lasciare decide di restare a lavoro per almeno due anni. Una libera scelta , dunque, non un´imposizione. E voglio dirlo una volta per tutte a chi parla di tagli e di incentivi: le pensioni di anzianità non sono un odioso privilegio. Si intervenga piuttosto su sprechi e disparità, ci sono miliardi di euro che lo Stato spende male. Si tagli lì».
          Pensioni fuori dalla Finanziaria: che vuol dire?
          «Vuol dire che le pensioni non devono servire a far cassa, come le altre misure della Finanziaria. L´accordo di maggioranza su questo punto è molto chiaro.».
          Ma che ne è della proposta di centristi e An di rendere più incisiva la riforma previdenziale in cambio di maggiori risorse per lo sviluppo?
          «Dalla notte dell´accordo di maggioranza non se ne parla più. La proposta di uno scambio del genere è tramontata. Ripeto: sulle pensioni ci sarà un intervento strutturale ma equo che entrerà in vigore dal 2008, esattamente come ha detto oggi Berlusconi. Dunque è giusto che resti nella delega».
          A questo punto è ragionevole prevedere che incontrerete le parti sociali dopo il 30 settembre cioè dopo il varo della Finanziaria?
          «Probabilmente sarà così».
          Verrete incontro ai sindacati che chiedono di rinunciare alla decontribuzione, cioè al taglio dei contributi sui nuovi assunti chiesto da Confindustria e prevista dalla delega?
          «Vedremo, l´idea dei sindacati di sostituirla con la fiscalizzazione degli oneri impropri delle aziende mi trova d´accordo in linea di principio, ma occorre superare un inconveniente: gli oneri impropri si pagano in misura diversa a seconda che l´impresa abbia più o meno di cinquanta dipendenti. Quindi una loro fiscalizzazione potrebbe avvantaggiare alcune aziende e penalizzarne altre. Aspetto un chiarimento dai sindacati».
          Si è parlato anche di condono previdenziale e di mini-ticket. Lei che dice?
          «Dico che il condono previdenziale è una bufala: sul debito pensionistico siamo già intervenuti con la cartolarizzazione. I giochi lì sono chiusi. Quanto ai mini-ticket, mi rifiuto di commentare le consuete invenzioni quotidiane».
          E le critiche di Epifani?
          «Non mi interessano né mi preoccupano, Epifani trova ogni scusa per attaccare il governo, non è una novità».