“Intervista” Mannheimer: «Il centrosinistra? Più si divide, più perde consensi»

14/02/2002

�Intervista a: Renato Mannheimer



Intervista
a cura di

Aldo Varano


13.02.2002
Il centrosinistra? Pi� si divide, pi� perde consensi


Professore Mannheimer, c’� fibrillazione per le considerazioni da lei fatte in televisione secondo cui le parole di Nanni Moretti a piazza Navona avrebbero fatto lievitare i consensi per i Ds. E’ proprio cos�?

�No. Ho presentato dei dati elaborati da vari istituti di ricerca. Non mi pare che questo dato venisse fuori anche a me. Ecco: Datamedia in particolare portava fuori una crescita dei Ds e una diminuzione della Margherita. Ma vorrei fosse chiaro che sto riferendo dati di altri… Mi faccia guardare le carte… Non � detto che si tratti di un vero e proprio incremento. Bisogna controllare con attenzione. Aspetti�.

Controlli pure con calma, professore.

�S�, secondo Datamedia � cos�. Ho presentato i dati di quattro istituti di ricerca e di questi quattro a uno, cio� a Datamedia, viene fuori un certo incremento per i Ds. Mentre quello che viene fuori a tutti e quattro � una diminuzione della Margherita. L’incremento, mi riferisco ai quattro istituti di cui ho parlato in televisione, viene fuori solo a Datamedia�.

Un incremento in relazione alle dichiarazioni di Moretti?

�Guardi, il mio parere personale – non so come Datamedia abbia raggiunto quel dato – � che le due cose siano collegate�.

Mettendo sullo sfondo i rilevamenti, cosa potrebbe essere accaduto in rapporto all’exsploit di Moretti?

�Si � manifestato esplicitamente un disagio gi� fortemente presente nell’elettorato del centrosinistra. Inoltre, una sensazione di sfiducia si � esplicitata – noi l’abbiamo rilevata – anche da parte degli elettori del centrosinistra sulla leadership del centrosinistra�.

Si riferisce a Rutelli o al gruppo dei dirigenti dell’Ulivo?

�Sto parlando di una sfiducia sul complesso della leadership�.

Una frustata da parte di un personaggio noto pu� incidere e modificare orientamenti, sensibilit�, impegno?

�No. Ogni uscita, ogni avvenimento in s� modifica molto poco. Ma ognuno di quegli avvenimenti si sedimenta. Una loro successione a un certo punto determina quella che si indica come una goccia che fa traboccare il vaso. E’ a quel punto che si manifesta lo spostamento. Non so dire se questo avvenimento specifico, mi riferisco all’intervento di Moretti, pu� spostare elettori perch� le elezioni non ci sono e quelle su cui noi lavoriamo sono le intenzioni di voto. Posso invece dirle che questo avvenimento ha portato all’esplicitarsi di sentimenti di minor fiducia nel complesso della leadership�.

Rutelli parlando con Giuliano Ferrara ha detto che c’� un problema perch� i Ds sono eredi del Pci-Pds, di una tradizione che ha avuto un forte apparato che rende impossibili processi unitari. Per gli italiani l’ex appartenenza al Pci � ancora un elemento di giudizio a favore o contro?

�Bisogna distinguere. In questa discussione c’� certamente un elemento di polemica interna e bisogna lasciare che le forze politiche del centrosinistra dibattano tra loro. Dall’esterno posso solo sottolineare come tutti gli elementi di frattura dentro il centrosinistra abbiano un riflesso negativo nell’entusiasmo degli elettori. Detto questo, esiste una parte di elettorato che ricorda con negativit� l’eredit� del Pci. Che questa quota esista, � vero. Proprio per questo mi sembra giusto e bello che all’interno del centrosinistra convivano diverse componenti, come del resto convivono all’interno del centrodestra�.

E’ un fenomeno che pu� diventare ostativo rispetto a una assunzione di leadership?

�Questo � molto difficile da stabilire. L’assunzione della leadership � una cosa interna ai partiti�.

Ma un ex comunista, anzi chi ha fatto parte del Pci, pu� diventare il leader dell’Ulivo e del centrosinistra? Glielo con riferimento a questo aspetto particolare. Oppure tutto questo � impedito da un nuovo fattore K che si � spostato dal Pci alle persone che ne hanno fatto parte, come sembra suggerire il ragionamento Rutelli?

�Chiunque pu� diventare leader se ha capacit� di leadership. Il passato conta e non conta. E’ una delle tante componenti. Per una quota di elettorato pu� essere negativo per un’altra positivo. Bisogna vedere se le componenti positive superano quelle che fanno ostacolo. Nulla da solo ostacola una leadership n� esiste un elemento che da solo fa diventare leader. La leadership � un fenomeno estremamente complesso e composito. Di fronte a un leader carismatico che dice sempre le cose giuste, riesce a coinvolgere tutti in quel che dice e che fa, si determina una realt� tanto importante da far superare tutto il resto. Pensi alla leadership di Berlusconi�.

In che senso, professore?

�Vede, se lei mi chiedesse se il fatto che Berlusconi � imputato in alcuni processi � un elemento ostativo per la sua leadership, le risponderei che certamente � un elemento negativo che non contribuisce in positivo all’immagine di Berlusconi. Ma dovrei poi aggiungere che Berlusconi, per il centrodestra, ha altre virt� che consentano il superamento di quelle negativit�. Insomma, un elemento da solo significa poco�.

Professore, ma lei ha fatto recentemente rilevamenti sui partiti? L’apparato Pci-Pds-Ds esiste ancora?

�Non ho elementi per risponderle. Francamente, io abito a Milano e l� non mi sembra che ci sia molta traccia di apparati�.