“Intervista” Magri (Udc): «Ci mancano 2,5 miliardi»

26/09/2003





venerdì 26 settembre 2003

INTERVISTA
Il sottosegretario all’Economia, Gianluigi Magri (Udc): con i veti incrociati si profila una Finanziaria di sole una tantum

«Ci mancano 2,5 miliardi. E invece di lavorare qui urlano tutti»

      ROMA – «A forza di veti incrociati rischiamo di avere una Finanziaria fatta solo di una tantum e senza la minima traccia di interventi strutturali. La realtà è che per la manovra del 2004 dobbiamo ancora trovare 2,5 miliardi di euro, ma qui – dice Gianluigi Magri, sottosegretario all’economia per l’Udc – qualcuno preferisce urlare piuttosto che ragionare, protestare piuttosto che proporre, differenziarsi invece che costruire insieme».
      La Lega Nord ?
      «Non voglio fare nomi, ha ragione Marco Follini, dobbiamo costruire e non dividere. L’Udc assicura i suoi voti per la Finanziaria, ma continueremo a chiedere più concretezza sulle manovre strutturali, anche quelle meno popolari, per dare un riconoscimento non simbolico alle famiglie, allo sviluppo, all’innovazione e al Sud».

      Vuol dire che la riforma previdenziale va rafforzata?

      «Sulle pensioni Francia e Germania hanno affrontato il problema dell’allungamento dell’età pensionabile. Dovremmo anche noi poter offrire alle forze sociali una manovra complessiva nella quale offriamo un ventaglio di interventi che possono giustificare il sacrificio».

      Ma Bossi accusa anche il sindacato…

      «Non è accettabile che si attacchi il sindacato superandolo nella demagogia politica e pretendendo poi che il sindacato si adegui. Pezzotta è un grande leader. Poi c’è un presunto leader politico che fa il sindacalista e danneggia la credibilità del governo di fronte ai lavoratori».

      Sul condono edilizio anche An ha posto paletti molto rigidi. Contesta pure loro?

      «I condoni rappresentano sempre una sconfitta, ma sappiamo che i conti non tornano. E ad An dico che il coraggio si vede nei momenti di difficoltà».

      I veti incrociati bloccano il governo?

      «Spero che ognuno lasci da parte l’immagine per dimostrare che questa maggioranza è degna della fiducia degli elettori e ha il coraggio di fare scelte. Non possiamo varare una Finanziaria così, non può finire con la tassa sulle sigarette: gli elettori e l’Europa ci stanno valutando».

      La maggioranza è a rischio?

      «Lavoriamo per garantire la tenuta. Ma serve anche coerenza. E non è solo questione di soldi: è inaccettabile lo stop al Senato sulla legge per la procreazione. E’ inaccettabile che non si affronti la reversibilità della scelta professionale dei medici, nonostante le promesse elettorali sempre ribadite».

      Fino a che punto l’Udc assicura lealtà alla causa?

      «Dopo la vittoria alle amministrative non abbiamo chiesto posti o potere. Oggi non replichiamo alle offese per rispetto ai nostri elettori, ma si dice che bisogna guardarsi dall’ira dei giusti».

      Sperate nella mediazione di Silvio Berlusconi?

      «Lui è uno che ha il coraggio di parlare concretamente dei problemi, sta alla maggioranza essere all’altezza nel proporre risposte adeguate».

      E voi che proposte avete?

      «Più coraggio nelle riforme strutturali, innanzitutto. E la forza di affrontare scelte impopolari. Per la sanità un ticket di mezzo euro su ogni prescrizione medica, che anche esentando i redditi bassi porterebbe oltre 800 milioni di euro, sarebbe meglio di un taglio della durata dei brevetti, che ucciderebbe definitivamente la ricerca farmaceutica in Italia».
Mario Sensini


Economia