“Intervista” M.Venturi: «Le famiglie hanno perso fiducia»

01/09/2005
    mercoledì 31 agosto 2005

    Pagina 10 – Economia

      L´INTERVISTA

        Marco Venturi, Confesercenti: non si può dare tutta la colpa al greggio
        «Le famiglie hanno perso fiducia
        il governo deve dare un segnale»

          ROMA – Ora si vede nero su bianco: il problema non sta nei prezzi dei prodotti, ma nella totale assenza di fiducia da parte dei consumatori. Marco Venturi, presidente di Confesercenti, non è per niente soddisfatto della tenuta dell´inflazione d´agosto. Al contrario, vi vede il segnale di una profonda crisi che va ben al di là dei recenti record raggiunti dal prezzo del petrolio.

          Presidente, perché il costo della vita d´agosto diminuito rispetto a quello di luglio non sarebbe un buon segnale?

            «Perché, come spiegano le analisi, a trattenere l´andamento dell´inflazione è stata la riduzione dei consumi. E questo nonostante per importanti voci del bilancio famigliare vi sia stata una decisa riduzione dei prezzi. Ciò conferma quello che io dico da tempo».

            Ovvero?

            «Che il problema non è nei listini. Ma nel fatto che i consumatori non vogliono e non possono spendere perché – dai mesi che verranno – non si aspettano più nulla di buono».

            E una accusa al governo?

              «Gli ultimi quattro anni sono stati molto difficili. E´ vero che ci sono stati preponderanti eventi internazionali, ma sta di fatto che il paese ha subito un inesorabile scivolamento verso il basso. I consumatori lo hanno percepito e ne hanno paura. L´atteggiamento è comprensibile, ma se la domanda non riparte resta ferma l´intera economia».

              Secondo lei quindi il petrolio c´entra poco?

                «E´ un importante fattore inquinante, certo. Se il prezzo al barile non fosse arrivato dov´è oggi, i prezzi al consumo dei beni principali si sarebbero ulteriormente ridotti. Ma dare tutta la colpa al greggio sarebbe un errore clamoroso. Qui siamo di fronte ad un paese malato che non ha bisogno di semplici aggiustamenti, ma di interventi urgenti, di innovazione, tecnologia, infrastrutture».

                Se il greggio non è la causa di tutti i mali perché allora insistete tanto sulla riduzione delle accise?

                  «Perché bisogna almeno dare un segnale. Le elezioni sono vicine e ciò vuol dire che nei prossimi mesi non verrà messa mano ai veri nodi della crisi. Mi auguro che i due schieramenti spieghino nei loro programmi come intendono rilanciare il paese, ma nell´attesa ridurre le accise è il minimo che si possa fare. In una situazione stagnante come questa, dove si discute se la crescita sia zero o qualcosa meno di zero, è davvero inaccettabile pensare che più aumenta il prezzo della benzina, più le casse dello Stato ne traggono beneficio. Faccio una proposta: il governo decida subito e fissi un tetto del prezzo al petrolio superato il quale le accise sulla benzina vengono automaticamente ridotte».

                    (l.gr.)