“Intervista” M.Venturi «Il governo cambi strada o usciamo dal Patto»

03/10/2002


 
GIOVEDÌ, 03 OTTOBRE 2002
 
Pagina 11 – Economia
 
LA CONFESERCENTI
 
Il presidente Marco Venturi: "Servono incentivi ai consumi"
 
 
 
 
VITTORIA SIVO

ROMA – La sorpresa più amara è stata il condono, «non se n´era mai parlato», a cui si è aggiunto il giro di vite sui crediti d´imposta previsto dal decreto fiscale, per non parlare della «totale assenza» nella legge finanziaria di interventi di sostegno ai consumi. Il presidente della Confesercenti, Marco Venturi, è talmente contrariato dalle scelte compiute dal governo da minacciare di «denunciare» quel Patto per l´Italia che, assieme ad altre 35 associazioni di imprenditori e di sindacati, firmò a palazzo Chigi giusto tre mesi fa.
Intende dire che ritirerebbe la propria firma all´accordo?
«Non giochiamo sugli equivoci. Noi il Patto lo abbiamo firmato perché prevede la riforma fiscale e quella del mercato del lavoro. Ma con le novità saltate fuori tra decreto fiscale e legge finanziaria mi sembra gravemente compromessa proprio la finalità del Patto che era quella di un serio rilancio dell´economia».
Ma se la Confesercenti uscisse dall´accordo perderebbe anche i vantaggi che vi sono contenuti. Non sarebbe autolesionistico?
« Ci auguriamo che il governo ascolti le nostre critiche e proposte. Quando Berlusconi ci ha illustrato la Finanziaria ha promesso che ci saremmo rivisti dopo il varo della legge in Consiglio dei ministri. Solo dopo l´incontro decideremo che atteggiamento tenere. Certo, se dovessimo prendere solo pesci in faccia….beh, allora non escludo nulla».
Quali sono, a suo avviso, gli elementi più negativi per i commercianti?
«Innanzitutto la mancanza di interventi che rilancino i consumi».
La riduzione delle tasse per un totale di 5,5 miliardi di euro a vantaggio delle fasce di reddito più basse, non è un sostegno ai consumi?
«Da un´ indagine condotta su oltre 9 mila delle nostre imprese associate medio-piccole, il risparmio annuo derivante da tale misura sarà soltanto di 157 euro in media. Comunque prima che la riduzione fiscale dia i suoi frutti passerà un anno. Nel frattempo i dati sui consumi parlano chiaro: la già negativa tendenza registrata nel secondo semestre di quest´anno (-0,2%) si è accentuata nel terzo trimestre con un calo dello 0,5%. E´ ovvio che servono interventi immediati. Noi abbiamo proposto un bonus fiscale da 50 euro al mese a partire da ottobre per ogni lavoratore e pensionato proprio per aiutare sia pure di poco la propensione ai consumi. E poi, nel settore del turismo, proponiamo la creazione di una serie di zone franche, vale a dire con minore prelievo e meno vincoli, per attrarre investimenti».
Perché siete contrari al condono?
«Intanto perché interviene dopo che abbiamo aderito agli studi di settore, cioè ad una sorta di concordato che ha drenato dalle nostre tasche ben 7,5 miliardi di euro all´anno. E ora il governo vara un condono che per di più contraddice clamorosamente una legge dello Stato, ovvero lo Statuto del contribuente, che non persegue gli errori formali commessi in buona fede. In pratica questo condono è un vero e proprio ricatto. Mi pare che per essere molto arrabbiati ce n´è più che abbastanza».