“Intervista” M.Venturi: «I commercianti fanno la loro parte ma tasse e tariffe frenano gli acquisti»

16/09/2004


          GIOVEDÌ 16 SETTEMBRE 2004
            Pagina 12 – Economia

            L´INTERVISTA
            Marco Venturi, presidente della Confesercenti: il governo deve mantenere le promesse
            «I commercianti fanno la loro parte ma tasse e tariffe frenano gli acquisti»
            "Protestare rinunciando alle compere allontana la ripresa"

            ROMA – Sbagliano i consumatori e sbaglia il governo. Boicottare la spesa – secondo Marco Venturi, presidente della Confesercenti – è «demagogico e inopportuno». Le colpe del caro prezzi – dice – vanno cercate altrove, non nelle botteghe. E rifiutare gli acquisti «serve solo ad allontanare la ripresa».
            Presidente, vuol dire che il problema non esiste?
            «No, esiste eccome e i commercianti sono i primi a risentirne. Ma pensare che il caro prezzi e la crisi dei consumi nasca dai listini e dai margini di guadagno dei negozi è semplicistico, oltre che sbagliato».
            Da dove arrivano allora gli aumenti?
            «Dalle tariffe e dalle tasse che amplificano i costi».
            I commercianti non possono fare niente per ridurne l´impatto?
            «Per quello che possiamo, lo stiamo già facendo. L´impegno per il contenimento dei prezzi è sacrosanto e la campagna "Spesa amica" che abbiamo appena lanciato va proprio in questo senso. Ma ora anche gli altri devono fare la loro parte».
            Chi?
            «Il governo e gli enti locali, per esempio: il primo riducendo le tasse sul prezzo della benzina e rinunciando quindi alle maggiori entrate che gli derivano dal caro-petrolio. I secondi tagliando le tasse e le tariffe locali. Aumenti spesso esagerati pesano in misura incredibile sui costi delle imprese e sul potere d´acquisto delle famiglie».
            Il governo, a dire il vero, si sta muovendo. Che ne pensa dell´ipotesi sulla quale sta lavorando con la grande distribuzione?
            «Che è un enorme errore. Cercare intese con i grandi in cambio di una maggiore liberalizzazione vuol dire decidere di distruggere scientificamente i piccoli commercianti. Nel settore alimentare la grande distribuzione occupa già il 70 per cento del mercato, al Nord e nel Centro Nord l´impatto è ancora più forte. Io mi auguro che il governo si decida ad aprire a noi, mettendo sul piatto la riduzione dei costi».
            Pensa che lo sciopero dei consumatori possa raccogliere molti consensi?
            «Credo che il livello dei consumi sia già sufficientemente basso e che non sia il caso di organizzare iniziative volte a ridurle ulteriormente. Non è certo così che ci si aggancia alla ripresa. Sono il primo ad approvare e chiedere l´impegno per il contenimento dei prezzi, ma la domanda interna non va mortificata».

            (l. gr.)