“Intervista” M.Sacconi: «Un nuovo patto sociale anche con Cgil»

29/03/2004


SABATO 27 MARZO 2004

 
 
Pagina 3 – Economia
 
 
IL GOVERNO
Sacconi, sottosegretario al Welfare: indispensabile un accordo

"Un nuovo patto sociale

questa volta anche con Cgil"
          le proposte Meno fisco sulle imprese, più innovazione e un programma di sostegno agli anziani non sufficienti


          ROMA – Un «Patto per la crescita», anche con la Cgil. E´ l´obiettivo del governo prima del varo del prossimo Dpef, cioè prima dell´estate. Lo dice il sottosegretario al Welfare Maurizio Sacconi che definisce «stanco» lo sciopero di ieri.
          Sottosegretario, ma cosa significa uno «sciopero stanco»?
          «La percezione è che sia stato uno sciopero senza grande partecipazione emotiva e forse anche quantitativa. Stanco perché è stato il prezzo pagato da Cisl e Uil alla disponibilità al dialogo della Cgil. Fatto, quest´ultimo, che costituisce comunque un dato positivo dal momento che la Cgil di Epifani è entrata nell´ordine dell´idea della mediazione tra le proprie posizione e quelle degli altri sindacati o delle controparti, governo compreso».
          Resta il fatto che quello di ieri è stato il quarto sciopero generale di tutti i sindacati contro il governo. Non è un gran bottino.
          «Non è vero. I primi due scioperi si sono conclusi con il Patto per l´Italia, la riforma
          Biagi del mercato del lavoro, l´avvio della riforma fiscale».
          Ma ieri chi ha scioperato lo ha fatto soprattutto per chiedere al governo una politica per rilanciare l´economia.

          «E´ questa è la vera priorità anche per il governo. Quello che conta davvero, dopo lo sciopero, è cercare un accordo, fatto di scambi forti tra le parti, per dare impulso alla crescita».
          Un nuovo Patto sociale, anche con la Cgil?
          «Sì. Sarebbe la prova del fuoco per la Cgil che ha sempre espresso un pregiudizio nei confronti di questo governo».
          Cosa può mettere sul tavolo il governo?
          «La riduzione della pressione fiscale per le imprese, un programma di investimenti per l´innovazione e una serie di misure a sostegno degli anziani non autosufficienti».
          Quali vantaggi avrebbero i sindacati che rappresentano i lavoratori?
          «Tutto dipende dalla crescita del sistema economico. Quindi tutti hanno da guadagnare. Ma ai sindacati chiediamo di non impedire una radicale riorganizzazione del sistema produttivo».
          E alle aziende?
          «Di riportare le risorse nelle imprese e non dirottarle nei facili investimenti mobiliari».
          (r.ma.)