“Intervista” M.Sacconi: «Pronto un miliardo e mezzo per il nuovo stato sociale»

28/02/2005

    domenica 27 febbraio 2005

    Pagina 46 – Economia

      L´INTERVISTA
      Il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi, difende il pacchetto lavoro: "Altro che cosmesi"
      «Pronto un miliardo e mezzo per il nuovo stato sociale»
      La riforma fa decollare la previdenza complementare e estende le tutele a chi oggi non ne ha

        ROBERTO MANIA

          ROMA – «Altro che cosmesi! Questa è una riforma che aggiunge risorse per il welfare state; che fa decollare la previdenza complementare; che estende le tutele a chi oggi non ne ha. Tutte cose che nella passata legislatura non sono state fatte». Maurizio Sacconi, sottosegretario al Welfare, respinge le critiche e le perplessità che dall´opposizione di centro sinistra e da economisti come Tito Boeri, sono piovute addosso al "pacchetto lavoro" che farà parte del Piano per lo sviluppo. Sacconi chiarisce la filosofia delle misure preparate: coniugare «la flessibilità con la sicurezza», concepire il lavoratore con un contratto di lavoro diverso da quello standard (quello a tempo pieno e indeterminato) non come un "atipico" o come un precario, bensì – dice – «come un lavoratore autonomo che può avere una forte dipendenza socio-economica dal suo unico committente». È così che si arriva alla proposta di istituire un Fondo di garanzia per i mutui casa a favore delle giovani coppie, senza un rapporto di lavoro tradizionale, «visto che le banche sono state incapaci di capire il reddito variabile conseguente ai cambiamenti nel mercato di lavoro».

          Sacconi, un progetto così ambizioso non sembra sostenuto da un adeguato stanziamento di risorse. C´è chi parla di un´operazione di cosmesi. Cosa risponde?

            «Se è una cosmesi è di certo molto costosa. Abbiamo definito uno stanziamento importante. A disposizione dello stato sociale ci sono circa un miliardo e mezzo di euro nel prossimo triennio».

            Avete però rinunciato ad una riforma organica degli ammortizzatori sociali.

              «Non abbiamo rinunciato a nulla. C´è una richiesta di delega ferma in parlamento e non escludiamo che possa presto riprenderne l´iter. Intanto con le misure che il governo si appresta ad approvare facciamo quello che nella precedente legislatura è stato solo promesso. C´è un passo avanti nella protezione della disoccupazione, con l´aumento dell´indennità e l´allungamento del periodo di erogazione. Poi si estende la cassa integrazione a settori e aziende in crisi che non l´avevano. Ci sono una serie di incentivi al reimpiego dei lavoratori in cassa integrazione e in mobilità. E non dimentichiamo che, finalmente, decollerà la previdenza complementare con il trasferimento del Tfr nei fondi integrativi. Un´operazione che a regime consentirà una copertura previdenziale pari a quasi l´84% dell´ultima retribuzione, tra pensione obbligatoria e complementare. Il nostro diventerà davvero un solido sistema di welfare capace di accompagnare i lavoratori in questa fase di trasformazione».

              Un cambiamento profondo, quest´ultimo, che ricorda le ristrutturazione degli anni Ottanta.

                «Sì, e allora si fece un uso massiccio, non senza abusi, della cassa integrazione. Oggi non possiamo limitarci a sostenere il reddito, dobbiamo creare le condizioni perché il lavoratore di un´azienda in crisi possa trovare un nuovo impiego. Questo è quello che chiamiamo welfare to work».

                Per queste ragioni avete immaginato un Fondo di garanzia che permetta ai lavoratori atipici di comprarsi la casa con un mutuo?

                  «E´ una misura che si inserisce nella logica "flessibilità e sicurezza". Il nostro sistema spinge all´acquisto della casa, per colpa degli affitti troppo alti e per un costo del denaro, per fortuna, ancora basso. Ma il sistema bancario non ha compreso i mutamenti nel mercato del lavoro. Con il Fondo, che interverrà quando il lavoratore non sarà temporaneamente in condizione di pagare la rata del mutuo, vogliamo incoraggiare la creazione di nuovi nuclei familiari».