“Intervista” M.Sacconi: «Più risorse per gli anziani»

12/01/2004


DOMENICA 11 GENNAIO 2004

 
 
Pagina 4 – Economia
 
 
L´INTERVISTA
Il sottosegretario Maurizio Sacconi spera nell´avvio del tavolo sul Welfare

"Più risorse per gli anziani e contratti legati al territorio"
          prezzi e produttività Dobbiamo tenere conto del diverso costo della vita e della diversa produttività
          LUCIO CILLIS


          ROMA – Pensioni, certo. Ma anche salari rosicchiati dai prezzi e dalla speculazione da euro, col ceto medio che rischia ogni giorno di più di non arrivare alla fine del mese. Il sottosegretario Maurizio Sacconi vuole aprire la discussione «sul Welfare puro, su come distribuire benessere. Il tema pensioni interessa molto la politica, ma la gente oggi ha anche altri problemi da affrontare…».
          Lei è d´accordo, quindi con la tesi di un ceto medio italiano a rischio povertà?
          «Non proprio. Innanzitutto, bisogna fare i conti con un´Italia che sta cambiando faccia. Prendiamo l´accordo del ?93: uscivamo da anni di inflazione a due cifre, molte tariffe erano ancora sorvegliate. Quel modello, oggi va rivisto. E in futuro, contratti come quello degli autoferrotranvieri non dovranno più avere una connotazione "nazionale" ma dovranno essere riportati al contesto del territorio e alla efficienza. Tornando però alle difficoltà del ceto medio, di quella fascia di italiani in difficoltà, i motivi sono diversi…».
          Quali?
          «Questo nuovo malessere sociale nasce con l´euro che fa la sua apparizione in un paese, come il nostro, arretrato sotto il profilo della distribuzione, su cui ha pesato anche la speculazione. A risentirne non sono le fasce sociali più deboli, ma soprattutto il ceto medio, abituato a stili di vita che oggi non si riescono a sostenere: parlo della cena al ristorante, dell´andare al lavoro in auto e non con i mezzi pubblici. Tutte abitudini che in tempi di euro pesano sui bilanci familiari».
          Sacconi, lei ce l´ha una ricetta?
          «Dico di pensarci tutti insieme, governo, sindacati, opposizione. Cominciamo a trovare una soluzione al problema pesantissimo degli anziani non autosufficienti che pesano su moltissimi nuclei familiari. Troviamo un modo per aiutare queste famiglie. È un primo passo…».
          Il secondo?
          «Teniamo sotto controllo stretto i prezzi. I consumatori possono fare moltissimo: servirà un loro monitoraggio stretto, la pubblicizzazione di informazioni, dati, listini. E occorrerà anche trovare consenso tra le associazioni dei commercianti, insomma fare di tutto per limitare la crescita dei prezzi senza interventi centrali, vietati dalle norme europee».
          Qualche soluzione servirà anche per i più giovani...
          «Le famiglie sono più "lunghe e strette" rispetto a quelle di un tempo. Ovvero, la vita media si allunga e i giovani restano in casa per troppo tempo. Troppo. E quindi bisogna spalmare più lavoro, alzare il livello di occupazione giovanile, dare un lavoro ai figli a carico, sommare più redditi, distribuire meglio la ricchezza…».
          Non è cosa facile. Con la trattativa sulle pensioni che non avanza lei crede che i sindacati vorranno sedersi ad un altro tavolo?
          «Hanno tutto l´interesse a farlo. Perché non si può andare d´accordo su tutto. Ci si può dividere sulle pensioni ma trovare una strada per migliorare la vita delle famiglie».