“Intervista” M.Piccini (Alpitour): «Un’opportunità da non mancare»

10/01/2005

    domenica 9 gennaio 2005

      sezione: TURISMO – pagina 12

      Intervista / Parla Piccini (Alpitour)

        «Un’opportunità da non mancare»

          V.CH.

            MILANO • «L’Italia è a un bivio, non può lasciarsi sfuggire l’occasione di costituire finalmente un organismo rappresentativo e autorevole per il coordinamento delle iniziative in campo turistico; è l’unica opportunità che abbiamo per pensare di poter recuperare il grande distacco che abbiamo da Francia e Spagna». Mauro Piccini, presidente di Alpitour (gruppo Ifil), il principale tour operator italiano con un giro d’affari di oltre un miliardo l’anno, non nasconde le aspettative che gli operatori del settore hanno nei confronti dei progetti del Governo.

            Quale dovrebbe essere il primo obiettivo della nuova Agenzia?

              Abbiamo un urgente bisogno di rilanciare l’immagine dell’Italia nel mondo, con autorevolezza. È sicuramente un fatto positivo che stia finalmente maturando la consapevolezza che affrontare i problemi del turismo significa occuparsi delle questioni di uno dei settori chiave dell’economia italiana. Però ci vuole un organismo nuovo che sia davvero in grado di confrontarsi, con la dovuta flessibilità, con le dinamiche in un comparto che è tra i più globali che vi siano. Finora abbiamo poi pagato anche l’eccessiva frammentazione dei progetti nel settore turistico gestiti dalle Regioni. La frammentazione di per sé non paga. Dobbiamo valorizzare i casi di successo, come Roma. Indispensabile l’armonizzazione dell’Iva.

              Come si presenta il 2005?

                La situazione è molto complessa, a causa della catastrofe nel Sud-Est asiatico, ma sono molto fiducioso perché le imprese si sono mosse subito per non trovarsi impreparate di fronte alla stagione che è alle porte. Il vero punto debole però è nel sistema.

                Perché?

                  Per rilanciare l’offerta turistica italiana non possiamo prescindere dall’eccellenza e dalla qualità. L’Italia ha a disposizione un’elevata quantità di fondi, ma deve impiegarli nel modo giusto. E la nuova Agenzia dovrebbe proprio far sì che migliori il contesto complessivo del sistema turistico italiano. La nostra rete di trasporti, ad esempio, è largamente inadeguata. Gli aeroporti vanno rilanciati pensando anche alle esigenze del business turistico.

                  Occorre quindi realizzare nuovi aeroporti?

                  Credo che ci sia la necessità di qualificare dei forti poli regionali e sviluppare le infrastrutture di trasporto a servizio. La frammentazione, tanti piccoli aeroporti non servono. Insomma non si tratta di fare un po’ di pubblicità in più sui mercati esteri. Per far venire più turisti dobbiamo rilanciare la competitività dell’Italia e investire in direzione di un moderna sistema turistico nazionale.