“Intervista” M.Piccini (Alpitour): «Bisogna risolvere il nodo dei trasporti»

15/06/2004


        sezione: TURISMO
        data: 2004-06-13 – pag: 11
        autore: V.CH.
        Intervista / Parla Mauro Piccini (Alpitour)
        «Bisogna risolvere il nodo dei trasporti»
        MILANO • «Crediamo nelle potenzialità del Mezzogiorno e ci prepariamo ad aprire altre quattro nuove strutture di vacanze, proprio al Sud, entro il prossimo anno per rafforzare la nostra presenza sul mercato italiano». Parla senza mezzi termini Mauro Piccini, presidente del gruppo Alpitour, il maggior operatore turistico italiano.

        Presidente, qual è oggi la vostra presenza al Sud?

        Abbamo investito molto: abbiamo sei strutture ricettive in Sardegna tra villaggi e hotel, quattro in Sicilia compreso un residence, due in Calabria, una in Basilicata, una rispettivamente in Puglia e in Campania. In totale 14 strutture tra alberghi e villaggi per complessivi 14mila posti. E l’anno prossimo ci saranno nuove aperture: un villaggio in Puglia, uno in Campania e due in Sicilia. Passeremo da 14 a 18mila posti.

        Quanto pesa il Mezzogiorno per Alpitour?

        Accanto alle strutture in gestione abbiamo anche villaggi e alberghi di cui commercializziamo l’offerta. Comunque sulla gestione alberghiera Italia il Sud conta per il 70% del fatturato. E nel 2005 si arriverà all’80 per cento. I nostri obiettivi di gruppo prevedono poi di superare ampiamente quota un miliardo di euro di cifra d’affari.

        Quali sono i progetti per la gestione della vostra rete?

        Per quanto riguarda il Sud, in particolare, vogliamo integrare molto l’attività commerciale con il mercato estero. Contiamo di incentivare la possibilità di raggiungere le destinazioni con voli charter, operati sia dalla nostra compagnia Neos sia da altri.

        C’è un modello da seguire?

        Lo sviluppo turistico del Sud deve continuare ad avere una originalità sua. Non deve essere un turismo di massa ma mirato. Bisogna puntare sull’allungamento della stagione. La Sicilia è emblematica ed ha grandi potenzialità. Bisogna valorizzare le presenze internazionali con una stagione più lunga, puntando su attività sportive, congressi, golf e beni culturali.

        Che tipo di ostacoli incontrano gli operatori?

        Un grave problema è costituito dagli aeroporti. Se si vuole sviluppare il turismo bisogna puntate a tutti i costi sugli scali aerei potenziandoli, a cominciare da Puglia e Sicilia. È un passaggio obbligato per fare crescere il peso del turismo internazionale. E poi va risolto il nodo dei collegamenti su strada. I tedeschi e gli inglesi usano molto l’automobile. Tutti i nostri clienti immancabilmente ci chiedono informazioni sui cantieri di lavoro sulla SalernoReggio. Insomma, per sviluppare le destinazioni turistiche bisogna anche migliorare i collegamenti. Un terzo nodo da affrontare riguarda la formazione.

        Perchè?

        È l’elemento chiave per gestire le strutture e soprattutto la clientela internazionale. Ci sono stati dei miglioramenti ma c’è ancora molta strada da fare. Per poter allungare la stagione occorre un personale con un elevato livello formativo, dobbiamo rompere il circolo vizioso tra stagionalità del lavoro e professionalità. Insomma, bisogna investire per rendere competitiva l’offerta del Sud Italia a livello nazionale e internazionale. La concorrenza è molto agguerrita. Per questo motivo sono necessari investimenti per sviluppare le infrastrutture di base e le strutture formative.