“Intervista” M.Caputi: no a incentivi per nuove strutture

12/10/2004


           
           
           
           
          Numero 244, pag. 15
          del 12/10/2004
          Autore: di Roberto Miliacca
           
          Massimo Caputi: no a incentivi per nuove strutture
           
           
          Un portale nazionale del turismo, un’agenzia e, soprattutto, un sistema di incentivi finalizzati a rimodernare le attuali strutture ricettive. Non invece per costruirne di nuovi. ´Di troppi incentivi si muore’, dice l’amministratore delegato di Sviluppo Italia, Massimo Caputi, spiegando come si potrebbero invece utilizzare, in maniera più proficua, le risorse pubbliche per il turismo del Belpaese. Che in 30 anni è sceso dal primo al quarto posto del ranking mondiale delle destinazioni più ambite dai turisti. Ed è pronto a essere scalzato, nella posizione, dall’emergente Cina, che scalpita per salire nella top five. ´L’Italia deve riconquistare competitività a livello internazionale puntando sui settori nei quali eccelle: il turismo, la nautica e la cantieristica. Per far questo, però, va ripensata l’intera politica del settore: non è necessario realizzare nuove opere. È sufficiente utilizzare gli attuali incentivi per riqualificare l’esistente e puntare sulla qualità del prodotto. Che oggi, peraltro, non c’è. Noi oggi non abbiamo un brand Italia da vendere all’estero’.

          Domanda. Come? Non abbiamo un prodotto Italia?

          Risposta. No. Oggi abbiamo tanti enti, per la precisione 72, che promuovono il turismo sul territorio, ognuno senza una cabina di regia e senza una strategia nazionale. È questo che mi fa dire che non abbiamo un prodotto Italia da vendere, né uno strumento per farlo.

          D. E i nostri tour operator?

          R. Oggi vendono principalmente estero. E poi i numeri dicono tutto della crisi di quel settore: il primo gruppo italiano fattura meno del 4% del primo tour operator europeo. Insomma, per dare visibilità al brand Italia bisogna fare qualcos’altro, come per esempio un portale nazionale del turismo.

          D. Del tipo www.italia.it?

          R. Sì. Il nome può essere anche diverso, ma comunque il portale deve essere inserito all’interno di una serie di interventi, come per esempio l’istituzione di un’Agenzia nazionale per il turismo, che riposizioni il brand e realizzi il coordinamento di tutti i soggetti istituzionali, pubblici e privati, che oggi lavorano nel settore. Promuovendo settori come il turismo nautico e ristrutturando l’offerta attuale. Il modello di riferimento è La Maison de la France, l’agenzia di promozione francese.

          D. Cioè?

          R. L’Italia ha quasi un milione di camere disponibili, contro le 600 mila della Francia. In Italia, però, il tasso di occupazione di queste camere è del 40%, in Francia del 60%. Insomma, inutile pensare a creare nuove strutture, meglio riorganizzare quelle esistenti e rendere congrua l’offerta qualità-prezzo alberghiera italiana con quella di altri paesi europei, come la Spagna. (riproduzione riservata)