“Intervista” Letta: giusta causa, norme da riscrivere

04/06/2002

          intervista
          Amedeo La Mattina


          (Del 4/6/2002 Sezione: Economia Pag. 6)
          IN VISTA CHIARIMENTO MARGHERITA-DS
          Letta: giusta causa
          Norme da riscrivere

          PRESTO, forse in settimana, ci sarà un vertice dell´Ulivo in cui l´opposizione cercherà una posizione comune su lavoro e Welfare. Cercherà soprattutto di superare le diverse valutazioni espresse sulla spaccatura dei sindacati, con la Margherita favorevole ad andare a vedere le carte di Berlusconi e i Ds schierati con la Cgil. E a questo tavolo Enrico Letta ci arriverà con una proposta destinata a far discutere: la modifica del processo del lavoro. «Il nodo essenziale – sostiene l´ex ministro dell´Industria – non è quello posto dal governo ma l´interpretazione estensiva che la magistratura del lavoro ha dato finora del concetto della "giusta causa"». Il responsabile economico della Margherita sdrammatizza le divisioni dell´Ulivo («c´è una differenziazione di metodo e non di merito») e ricorda che insieme è stato presentato lo «Statuto dei nuovi lavori».

          Appunto, Cofferati le fa presente che questo Statuto prevede il mantenimento delle garanzie dell´art. 18 e si dice «allibito» delle sue critiche. Cosa gli risponde?

          «Rispondo che il governo non ha ancora fatto una proposta di merito, che non bisogna dare a Berlusconi l´alibi di rimanere sul piano della propaganda, che è prematuro dire come andrà a finire. Del resto, tutte le volte che il governo è stato costretto a passare dagli annunci ai fatti, ha deluso tutti. Ecco perché non mi sento in contraddizione. Vorrei ricordare che questa storia dell´art. 18 potrebbe finire come le 35 ore: se ne parlò tanto, ma alla fine non se ne fece nulla».

          Onorevole, la Margherita si è schierata con la Cisl per avere un suo sindacato di riferimento? Tra l´altro c´è chi dice che voi avete spinto Pezzotta ad assumere una posizione trattativista per contenere il Cofferati «politico».

          «Niente di tutto questo. La Cisl è un sindacato autonomo. Pezzotta, così come Angeletti, non è eterodiretto da nessuno, tantomeno dalla Margherita. Mi preoccupano invece certi discorsi che ho sentito in questi giorni. C´è chi ipotizza la possibilità di creare sindacati di maggioranza e uno di opposizione. Sarebbe un fatto negativo per il sistema delle relazioni industriali. Aggiungo che è un modo per l´Ulivo di perdere voti. Dobbiamo fare esattamente il contrario ed evitare che ciò accada. E´ questo il senso delle nostre posizioni che puntano a sbloccare le rigidità del mercato del lavoro con una maggiore flessibilità anche in uscita».

          E le garanzie dei lavoratori, che la Cgil ascrive tra i diritti delle persone, come vengono tutelate?

          «La discussione non può essere ridotta solo all´art. 18. Non si può trasformare quel numero in un tabù. Quello che conta è la sostanza del diritto che si dà al lavoratore. In questo senso parlare del "modello tedesco" al quale ha fatto riferimento Angeletti (arbitrato e risarcimento ndr) e di riforma del processo del lavoro mi sembra un modo molto più moderno per affrontare il tema. I lavoratori vanno tutelati con un livello di garanzie simile a quello previsto dall´art. 18 e il governo non va certo in questa direzione».

          Spera così di trovare una soluzione unitaria anche nell´Ulivo?

          «E´ arrivato il momento di mettere attorno ad un tavolo le forze dell´Ulivo. Condiviso pienamente l´appello di Fassino: dobbiamo elaborare una posizione unitaria che abbia come caposaldo il testo Treu-Amato. Dobbiamo far capire agli italiani il gioco mistificatorio del governo. Guardi, oggi (ieri per chi legge ndr) a Milano ho sentito Tremonti che, dopo sei mesi di chiacchiere, ha detto in sostanza che la crescita non sarà del 2,3%. Nel suo discorso all´Assolombarda ha fatto capolino un numeretto, l´1,2%. Il che la dice lunga sul tasso di affidabilità di questo esecutivo. Hanno dovuto fare un passo indietro anche sulla concertazione. L´aveva sepolta e ora l´hanno riesumata, con il risultato di aver perso un anno con annunci roboanti».