“Intervista” La Cisl di Bonanni

14/02/2006
    marted� 14 febbraio 2006

    Pagina 30 – Economia

      SUCCESSIONE - PARLA L’EREDE ALLA POLTRONA DI PEZZOTTA INDICATO DAL COMITATO ESECUTIVO

        La Cisl di Bonanni
        �I tagli fiscali di Prodi? S�, ma non a pioggia�

          Intervista
          Raffaello Masci

            ROMA
            Anche se non formalizzato, ormai � certo. Lo ha comunicato il diretto interessato al Comitato esecutivo di ieri: Savino Pezzotta �presto� (la scadenza non � stata meglio specificata) lascer� la guida della Cisl. Lo stesso segretario dimissionario ha �suggerito� due nomi per la successione: Raffaele Bonanni, numero uno, Pier Paolo Beretta, aggiunto.

              Dunque, via Pezzotta, avanti Bonanni.

                �Savino � stato segretario per sei anni. � normale che ci sia un avvicendamento. � stato lui stesso a guidare il percorso�.

                  Lui certamente, ma anche la Margherita: negli ultimi tempi lei, Baretta e lo stesso Pezzotta avete avuto molti incontri con il partito di Rutelli e Marini.

                    �Voglio essere chiaro e le dico tre cose. La prima: c’� stato un rapporto con la Margherita perch� sono stati loro a cercarci. Avevano interesse a candidare il segretario Pezzotta per il semplice motivo che una classe dirigente, anche politica, si fa non con chiunque ma con persone che siano rappresentative di un mondo. Pezzotta lo � e quindi � stato contattato. Poi lui ha rifiutato la candidatura, ma questo � un altro discorso. Seconda cosa: parlare con la politica non � un tab�. Un sindacato � efficace se riesce a fare proposte che poi trovano sponda anche nelle autorit� pubbliche. Parliamo con la Margherita come con chiunque altro. Terzo: ci� che va evitato � il collateralismo. In una battuta: il sindacato non � lontano dalla politica, � autonomo. Chiaro?�.

                      Il nuovo segretario della Cisl si trover� di fronte ai programmi politici dei due schieramenti. Quali sono le sue priorit�?

                        �Premetto una questione di principio: non credo ai “personalismi”. Quindi non ci sono priorit� del segretario, ci sono priorit� della Cisl�.

                          D’accordo, Bonanni, ma veniamo al merito. Per esempio come vede la proposta di Prodi di ridurre il cuneo fiscale?

                            �Ogni ipotesi di riduzione delle tasse non va generalizzata. Non “meno tasse per tutti” quindi, perch� in questi anni a trarre vantaggio da questo criterio sono state le fasce pi� protette e le rendite finanziarie. Vogliamo tagliare il fisco alle aziende? facciamolo solo a quelle che si impegnano su grandi obiettivi�.

                              Si impongono degli esempi.

                                �Presto detto: meno tasse per favorire l’occupazione femminile, per aiutare il reinserimento al lavoro dei cinquantenni disoccupati, per regolarizzare il lavoro precario, per le assunzioni al Sud, per chi punta su innovazione e ricerca … e anche per chi adotta la contrattazione di secondo livello�.

                                  Mi spieghi meglio quest’ultimo punto: vuole scambiare la riforma del modello contrattuale con il taglio delle tasse?

                                    �Se noi vogliamo continuare a dare qualche cosa ai lavoratori dipendenti, � chiaro che dobbiamo intervenire sui contratti. Pensiamo che si debba preservare un livello nazionale che stabilisca i minimi e la parte normativa. Poi, per�, va generalizzato un secondo livello, non solo per la parte economica, ma anche per alcuni aspetti di quella normativa, per esempio la formazione continua. Poich� ora il secondo livello riguarda solo le grandi imprese, noi proponiamo che ci possa essere un incentivo fiscale per tutte quelle aziende che sono disposte ad attivare un secondo livello su base aziendale o territoriale�.

                                      Dunque via libera senza timore anche al taglio della contribuzione pensionistica?

                                        �Bisogna stare attenti. Dopo la riforma Dini toccare i contributi vuol dire tagliare le pensioni dei lavoratori pi� giovani. Se tagli mirati alle tasse vanno bene, sui contributi non saremmo dello stesso avviso. Anzi, per i lavoratori atipici – la cui contribuzione � irrisoria – proporremmo un innalzamento�.

                                          Sui bilanci dei lavoratori, segretario, si stanno abbattendo in questi mesi i contraccolpi dei costi dell’energia e delle tariffe. Non � questo un altro fronte che dovreste aprire?

                                            �Qui la responsabilit� � tutta di come sono state fatte le privatizzazioni. Che cosa � accaduto? Che floride aziende di Stato sono state privatizzate affinch�, esposte ad una logica di libero mercato, si potessero fare concorrenza con conseguente riduzione tariffaria�.

                                              E invece?

                                                �L’effetto � sotto gli occhi di tutti. Si � passati da un monopolio di Stato a un monopolio di privati: elettricit�, acqua, luce, gas, telefonia, autostrade, assicurazioni. Tutti consumi sostanzialmente incomprimibili e che si sono tradotti in un salasso per le famiglie. Le grandi aziende italiane, invece di investire su innovazione e ricerca che le avrebbe portate ad essere pi� competitive, hanno puntato su queste grandi �utilities� dalle quali hanno tratto reddito altissimo, garantito e blindato. E allora torniamo da dove eravamo partiti: meno tasse, riduzione del cuneo fiscale, ma solo a chi innova, a chi investe, a chi fa ricerca, a chi assume, e non a chi punta alle rendite e poi va a delocalizzare le produzioni. � tempo di rimettere mano alle privatizzazioni ma solo se generano concorrenza e discesa delle tariffe�.

                                                Il dantoniano degli edili che viene dall’Abruzzo
                                                Raffaele Bonanni ha 55 anni, � abruzzese e vanta una lunga esperienza di sindacalista nel settore degli edili. Al vertice Cisl ha la delega delle politiche del lavoro e del Mezzogiorno, veste nella quale si � battuto a lungo per �migliorare� (non cancellare, quindi) la legge Biagi sul mercato del lavoro. � stato portato in segreteria confederale da un altro leader cislino approdato (con poco successo, in verit�) in politica, Sergio D’Antoni. La sua appartenenza dantoniana e l’accostamento per la successione a Pierpaolo Beretta, un nome che � l’espressione dell’area di minoranza della sinistra carnitiana e l’ipotesi data per probabile che i due ricopriranno le cariche di segretario e di segretario aggiunto dell’organizzazione sindacale, dicono di un riavvicinamento tra le due anime della Cisl. Fa piacere constatare la ritrovata unione tra le correnti confederali cisline che hanno come registi e mentori proprio due ex segretari generali, Franco Marini e Sergio D’Antoni: oggi entrambi schierati nella Margherita che tra l’altro ha offerto nelle scorse settimane una candidatura – rifiutata – a Savino Pezzotta. Confermando nei fatti una sorta di tradizione.