“Intervista” L.Scimìa: «Zone grigie nei controlli»

12/04/2005
    sabato 9 aprile 2005

      sezione: PLUS ATTUALITA’ – pagina 36

      Authority al bivio – Parla Luigi Scimìa, presidente Covip

        «Zone grigie nei controlli»
        La battaglia alla Camera sul futuro della Covip
        I poteri insufficienti per vigilare sui vecchi fondi

          Sul destino della Commissione si è giocata nelle ultime settimane una delle partite ( strumentali) più aspre in Parlamento. Tanto da spingere il ministro del Welfare Roberto Maroni ad alzare la voce e a minacciare di stravolgere l’impianto stesso della riforma previdenziale, in caso non rientri il blitz di tre deputati della maggioranza, che con un emendamento approvato dall’Aula, avevano affidato alla Consob le competenze già assegnate alla Covip la vigilanza sui prodotti assicurativi, contrariamente a quanto previsto dall’impianto della riforma previdenziale.

          La Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione si prepara all’avvio della fase di silenzio/ assenso ( che mette sul piatto un potenziale di 12 miliardi di euro l’anno) che la vedrà in prima fila nel ruolo di controllore della serenità di milioni di italiani che decideranno di assegnare il proprio Tfr a strumenti di previdenza integrativa.
          E alla vigilia di quanto accadrà a settembre, il presidente Luigi Scimìa, ricorda che da anni la Commissione opera con attenzione per garantire e assicurare la trasparenza e la correttezza nella gestione e nell’amministrazione dei fondi pensione. Con compiti e attribuzioni sempre più ampi. Ma con alcuni ambiti che attendono ancor oggi di essere coperti.

          Presidente Scimìa, siete pronti a questa rivoluzione?

            La nostra struttura è cresciuta e si è evoluta col tempo. E saremo pronti ad affrontare l’avvio della riforma. Se non sopraggiungono eventi esterni, tali da stravolgere la stessa riforma previdenziale e se i fondi invieranno per tempo tutti i bilanci e le informazioni necessarie, saremo in grado tendenzialmente di estendere i controlli a tutti i fondi pensione, compresi quelli preesistenti.

            Nel ‘ 99 la Covip ammise la propria impotenza a vigilare sui 500 fondi preesistenti che in quella fase passavano sotto la vostra giurisdizione. Cosa è cambiato da allora?

              Molte cose, ma alcune importanti no. Nel senso che gran parte della vigilanza sui cosiddetti fondi preesistenti ci è tuttora preclusa. Eppure la legge 124/ 93, quella che istituiva i fondi pensioni e li distingueva tra preesistenti e quelli di nuova istituzione, dava tempi molto ampi per raggiungere obiettivi minimali: entro 10 anni il Ministero del Tesoro doveva fissare i criteri della gestione dei fondi preesistenti. Dopo lunga attesa, alla fine del 2003, c’è stato il via libera dal parte del Tesoro. Ora anche è stato superato lo scoglio del parere del Consiglio di stato. Per l’ultimo via libera, quello del Governo, dobbiamo aspettare il varo contemporaneo dei decreti attuativi della riforma, così come previsto da Maroni.

              Che poteri ispettivi avete dunque sui preesistenti?

                Non possiamo più di tanto intervenire: possiamo operare una vigilanza, per così dire, formale, verificandone le norme costitutive. Ma sul merito della gestione del fondo preesistente non abbiamo quasi nessun potere: tenga presente che possono per esempio investire in immobili e talvolta il loro patrimonio è decisamente sbilanciato su questi asset. Una potenzialità comunque preclusa ai fondi di nuova costituzione che hanno regole complessivamente più stringenti. Ancor oggi i fondi preesistenti rappresentano una fetta importante del patrimonio da noi vigilato: 29 miliardi di euro circa su 40 miliardi complessivi.

                Nella vostra storia recente avete autorizzato molti fondi pensione di piccole dimensioni che presto sono arrivati allo scioglimento. Dire di no qualche volta forse avrebbe giovato al futuro previdenziale di quei lavoratori. Cosa ne pensa?

                  Pensiamo allo scioglimento del fondo di una categoria importante come quella degli artigiani. Chi poteva immaginare che con un tale bacino potenziale di aderenti, il fondo non si riuscisse a raggiungere una massa critica sufficiente per sostenersi. Eppure, di un milione di artigiani sono rimasti 1.500 aderenti. Ciò che noi facciamo è condizionare il fondo a raggiungere obiettivi, diciamo 20mila aderenti entro 1 o 2 anni. Se questo risultato non viene raggiunto, il fondo viene portato alla chiusura. Le nostre non sono autorizzazioni scriteriate: Covip gestisce la proliferazione e la razionalizzazione dei fondi pensione.

                  É un problema di massa critica tale da garantire il sostentamento della gestione?

                    No, perchè rispetto ai costi di gestione di un normale Oicr, i fondi pensione pagano commissioni mediamente pià basse. Inoltre il datore di lavoro mette in genere a disposizione una struttura logistica ( sede, telefoni e altro) che rappresentano un bel risparmio sulle spese vive.

                    Capitolo governance: chi controlla dall’interno, nel cda, i fondi aperti?
                    Sono la via maestra per la previdenza delle piccole e medie imprese. Obblighi non ce ne sono ma noi usiamo tutta la nostra moral suasion per dare spazio nei comitati di sorveglianza a rappresentanti degli aderenti o di indipendenti.

                      LA LEGGE
                      Ecco le competenze
                      La Covip, Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione, ha il compito di vigilare sul funzionamento dei fondi pensione complementari. Istituita nel 1993 con decreto legislativo n. 124 del 21 aprile, ha iniziato ad operare nel 1996. La commissione autorizza i fondi pensione ad esercitare la propria attività e approva i loro statuti e regolamenti; tiene l’albo dei fondi pensione autorizzati ad esercitare l’attività di previdenza complementare; vigila sulla corretta gestione tecnica, finanziaria, patrimoniale e contabile dei fondi pensione e sull’adeguatezza del loro assetto organizzativo; assicura il rispetto dei principi di trasparenza nei rapporti tra i fondi pensione e i propri aderenti; cura la raccolta e la diffusione delle informazioni utili alla conoscenza dei problemi previdenziali e del settore della previdenza complementare.

                    pagina a cura di
                    Marco lo Conte