“Intervista” L.Scimia (Covip): «Non si può lasciare la riforma monca»

16/12/2004

    giovedì 16 dicembre 2004

      sezione: IN PRIMO PIANO – pagina 3

      Intervista / Luigi Scimia (Covip)
      «Non si può lasciare la riforma monca»
      ROMA • «Sono profondamente deluso». Luigi Scimia, presidente della Covip, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, non nasconde il suo rammarico per il mancato inserimento nella Finanziaria delle risorse per far decollare la previdenza integrativa. Non a caso parla di «riforma previdenziale monca». E definisce «impossibile» la soluzione prospettata dal ministero del Tesoro di individuare i fondi con un prossimo provvedimento. La riforma previdenziale «parla chiaro: i finanziamenti sono da iscrivere annualmente nella Finanziaria», dice Scimia. Che aggiunge: per percorrere altre strade «occorre prima modificare la legge di riforma».

      Signor presidente, il ministro Maroni ha ufficializzato che in Finanziaria non ci sono risorse per le pensioni integrative.
      Come giudica questo stop?


      Io sono ancora più deluso del ministro. Anche perché avevo fatto un po’ di conti ed ero dell’opinione che sarebbero bastati meno di 50 milioni per dare attuazione nel 2005 alle nuove misure sulla previdenza complementare. Per il biennio 2006-2007 sarebbero necessari stanziamenti più consistenti. Ma per il prossimo anno sarebbe stata sufficiente una dote finanziaria non eccessiva.


      Perché?

      Perché i decreti di attuazione della riforma previdenziale sarebbero stati emanati non prima di marzo del 2005. E, considerando i sei mesi a disposizione dei lavoratori per decidere l’adesione alle forme integrative, i primi trasferimenti del Tfr sarebbero avvenuti non prima dell’autunno del prossimo anno.


      Il ministro Siniscalco ha assicurato che i fondi necessari saranno individuati con un altro provvedimento da varare a breve…

      Questo non è possibile, perché la legge delega di riforma del sistema pensionistico prevede esplicitamente all’articolo 2 che per l’attuazione delle misure sulla previdenza integrativa si provvede mediante finanziamento da iscrivere annualmente nella legge Finanziaria.


      Vuol dire che il Tesoro non può adottare provvedimenti alternativi?

      In assenza di risorse nel maxiemendamento alla Finanziaria, un provvedimento alternativo può essere adottato solo modificando prima la riforma delle pensioni: un’operazione lunga e molto complessa.


      Ma l’attuazione della riforma non potrebbe procedere comunque?

      Si tratterebbe di una riforma monca. Se non decollano le misure sul Tfr, il tasso di adesione ai fondi pensione resterà del 4-5% l’anno. Pertanto, l’obiettivo di salire a quota 40% diventa quasi irraggiungibile. Allo stato attuale, i decreti attuativi non possono essere varati, a meno che non si emanino provvedimenti senza contenuto economico e cioè senza compensazioni per le imprese e senza agevolazioni fiscali.