“Intervista” L.Francario(Covip): Lo sprint dei fondi pensione

02/03/2004

ItaliaOggi (Primo Piano)
Numero
052, pag. 3 del 2/3/2004
di Teresa Pittelli


Lo ha annunciato a ItaliaOggi Lucio Francario, presidente della Covip.

Lo sprint dei fondi pensione

Nel 2003 rendimenti +2,8%, 2,5 mln di iscritti

Riparte il mercato dei fondi pensione. Dopo un biennio negativo, il 2003 si è chiuso in tutti i comparti con rendimenti del 2,8-3%, superiori di due punti al trattamento di fine rapporto. Gli iscritti, intanto, superano i 2 milioni e mezzo, circa il 31,6% in più rispetto al 2002, quando erano appena 1,9 milioni. ´Un ottimo risultato, se si considera che nel biennio precedente i rendimenti dei fondi aperti perdevano il 4,8%, e i fondi chiusi si attestavano all’1,9%, contro una rivalutazione del tfr del 7%’, spiega Lucio Francario, presidente della Covip, la commissione di vigilanza sui fondi pensione, che anticipa i primi dati contenuti nella relazione annuale che sarà presentata a Roma il 2 aprile. Francario interviene anche nel dibattito sull’utilità dello smobilizzo del tfr a favore dei fondi, che si è aperto dopo la denuncia sulle pagine di ItaliaOggi del sottosegretario al welfare, Alberto Brambilla, relativa ai circa 10 milioni di lavoratori autonomi senza tfr, e alle pmi prive di strumenti di compensazione per la sua perdita (si veda ItaliaOggi del 28 febbraio). ´Con opportuni interventi fiscali, e con la cartolarizzazione del tfr, si possono salvaguardare gli interessi di queste categorie e lo sviluppo dei fondi pensione sui mercati’, spiega Francario.

Domanda. A due anni dalla caduta delle borse dopo l’11 settembre i mercati fanno ancora paura. Come vanno i fondi pensione?

Risposta. Per il primo anno dal 2001 tutti i comparti battono il benchmark (il parametro di riferimento, ndr) rappresentato dalla rivalutazione del tfr, pari al 2,6%. I fondi di categoria, in particolare, hanno raggiunto il 2,8%, mentre quelli aperti al mercato hanno raggiunto il 3%. Se si pensa che nei due anni precedenti questi stessi fondi erano andati a -4,8%…

D. A cosa è dovuto lo sprint?

R. Sicuramente alla ripresa dei mercati che comincia a farsi sentire. Ma anche alla capacità di specializzazione dei gestori nei singoli comparti.

D. All’exploit dei rendimenti corrisponde anche un aumento dei contribuenti?

R. Sì. Il totale degli iscritti ha superato i 2,5 milioni. La spinta viene soprattutto dalle forme individuali di previdenza, come i fondi aperti e i piani assicurativi. Ma il trend è di crescita anche per i fondi negoziali.

D. Per permettere alla previdenza complementare di decollare è in arrivo il tfr.

R. Il meccanismo del silenzio-assenso, che la Covip ha sempre sostenuto, permette l’afflusso delle risorse ai fondi pensione salvaguardando però la libertà dell’individuo di disporre del tfr per le finalità primarie, come la prima casa o la salute.

D. Le pmi rischiano però di restare senza liquidità.

R. Premesso che gli investimenti sui mercati internazionali, da parte dei fondi pensione, sono positivi per lo stesso sviluppo delle pmi, in quanto non si può più ragionare in termini di sistemi domestici o addomesticati, penso che una buona soluzione sia la cartolarizzazione del tfr. In questo modo le imprese possono fruire dei vantaggi immediati del capitale circolante assicurato dal tfr, e i fondi fare propri i proventi delle operazioni di securitization.

D. Si obietta anche che il meccanismo previsto dalla delega lascia fuori una fetta di lavoratori sempre più numerosa, che il tfr non ce l’ha.

R. Il problema esiste. I lavoratori autonomi hanno un tasso di adesione ai fondi dello 0,50%. Penso soprattutto ai giovani parasubordinati, con percorsi di lavoro e di contribuzione discontinui, soprattutto a inizio carriera. Si potrebbe consentire loro una piena deducibilità di quanto versato ai fondi (oggi ferma al 12% del reddito, su un tetto massimo di contribuzione di 5 mila euro, ndr), e la possibilità per gli altri componenti della famiglia di integrare la contribuzione insufficiente.

D. E i lavoratori autonomi puri, come artigiani e commercianti?

R. Anche per loro è necessario incentivare l’adesione volontaria, utile anche per far emergere fasce di reddito che adesso invece sfuggono al fisco.