“Intervista” L.Biggeri(Istat): «panieri per poveri e pensionati»

17/02/2004


MARTEDÌ 17 FEBBRAIO 2004

 
 
Pagina 3 – Economia
 
 
L´INTERVISTA
Luigi Biggeri, presidente dell´Istituto di statistica, annuncia nuove iniziative e 316 assunzioni

«L´Istat non ha colpe e va avanti

panieri per poveri e pensionati»
          l´offensiva Non mi aspettavo questi attacchi, sia dalle associazioni dei consumatori che dalla politica
          sì all´indagine Ben venga l´approfondimento chiesto da Marzano: non ci saranno più dubbi
          redditi e consumi Via alle rilevazioni su famiglie a basso consumo: è quello che ci viene richiesto
          indici diversi Sperimentare nuovi indici è molto costoso ma ci stiamo provando. In Usa hanno fallito

          LUCIO CILLIS


          ROMA – Certe polemiche roventi su prezzi e inflazione, confessa Luigi Biggeri, non se le aspettava proprio. In poco meno di tre anni la sua poltrona al vertice dell´Istat ha subìto attacchi quotidiani, per qualche giorno lo scorso anno è sembrata traballare sotto i colpi di consumatori e opposizione.
          Ma il presidente dell´istituto di statistica non molla. È lì, nella sede di via Balbo, non lontano dal palazzo di Bankitalia, pronto a rispondere al nuovo attacco sul carovita che ufficialmente nella casella di gennaio segna il 2,2%, mentre nella vita di tutti i giorni viene percepito a livelli più che doppi. Alle polemiche sui prezzi fuori controllo, agli affitti "leggeri", alla Rc auto calcolata solo per l´1,2% sul peso totale delle uscite, alle critiche che gli ricordano una percentuale altissima di personale precario all´interno dell´istituto, risponde con i numeri.
          Presidente Biggeri, da dove iniziamo? Dal paniere di beni e servizi troppo "squilibrato" o dai prezzi realmente percepiti dalla gente?
          «Perché non iniziamo spiegando qualcosa sull´istituto, tanto per far un po´ di chiarezza?».
          Prego.
          «Allora, è vero che l´Istat non ha personale sufficiente ma è anche vero che è personale di qualità elevata e viene considerato tra i migliori istituti al mondo. Certo, se, come ci viene richiesto, c´è bisogno di statistiche fatte sul territorio, più tempestive ed esaustive, allora bisogna investire sul futuro dell´Istat. La prima risposta arriverà nel gennaio del 2005 con 316 nuove assunzioni».
          Bene per il potenziamento, presidente, ma cosa dice del paniere? Del peso della Rc auto, oggi all´1,2% del totale? E come spiega il caso degli affitti, per molti stimati al di sotto della realtà? E dei mutui non calcolati affatto?
          «Facciamo chiarezza allora. L´indice misura la variazione dei prezzi al consumo di beni, di servizi che danno luogo a transazioni monetarie. Non misura prodotti che non hanno un prezzo. Come ad esempio i fitti figurativi per le case di proprietà che non influiscono sui livelli dei prezzi o le verdure prodotte dal nostro orticello in giardino che consumiamo a casa e non vendiamo al mercato. Bene, l´Istat calcola le variazioni dei prezzi. Ma lo fa seguendo la realtà: ad esempio lo stesso peso della Rc auto quest´anno è stato aumentato».
          Ma incide solo per l´1,2% spalmando su tutte le famiglie i costi dei rimborsi per le riparazioni. Troppo poco, non crede?
          «Guardi, noi non possiamo misurare le spese e le tariffe Rc auto riferite a ciascuna delle 21 milioni e mezzo di famiglie. Fanno così anche gli altri istituti di statistica».
          L´Istat stima anche i consumi delle famiglie. Li pubblica soltanto una volta all´anno e comunque i risultati sono molto diversi da quelli forniti dall´istituto ogni mese sull´inflazione: l´immagine è proprio quella dell´Italia che fatica a raggiungere la fine del mese. Ci spiega perché tanta differenza?
          «Quella è un´indagine su tutto ciò che viene consumato dalle famiglie che ha lo scopo di confrontare i comportamenti. Altra cosa è la rilevazione dei prezzi».
          Ma il vostro compito non dovrebbe essere proprio quello di rilevare i prezzi sulla base delle spese reali delle famiglie? Come potete avvicinare le due rilevazioni?
          «Stiamo sperimentando nuovi indici. Abbiamo fatto delle analisi, degli esperimenti. E badi bene, che nessun paese lo fa. L´Australia è l´unico al mondo a fornire oggi, tra grandi difficoltà, dati relativi a 3 o 4 indici diversi. Un tentativo che negli Usa è naufragato nel 1996 per i costi proibitivi».
          È così difficile?
          «Certo che è difficile, ed è soprattutto molto oneroso. Nonostante questo non siamo rimasti a guardare. Stiamo procedendo proprio su questa strada».
          Ci dice quali sono i primi risultati?
          «Guardi, le differenze rispetto ai dati ufficiali sono modestissime, è bene essere chiari. Statisticamente o prendiamo le diverse tipologie di famiglie e le incrociamo con i negozi o supermercati dove fanno la spesa o i risultati non sono validi. Partendo da queste basi stiamo cominciando a lavorare su nuove analisi. Stiamo costituendo una commissione di studio con esperti di parti sociali e associazioni dei consumatori».
          Ci dica come.
          «Lavoriamo su nuclei familiari particolari, su famiglie di pensionati con reddito e consumi bassi, sulle famiglie povere: sono i profili che ci vengono richiesti da più parti».
          Il ministro Marzano ha avviato un´indagine sull´Istat affidandola alla Commissione di garanzia per l´informazione statistica, incaricata di giudicare quali siano i metodi corretti per rilevare l´andamento dell´inflazione. Viene da pensare ad un confronto con l´Eurispes.
          «L´approfondimento chiesto dal ministro per verificare se le accuse dell´Eurispes sono valide, è un´ottima cosa: non ci saranno più dubbi».
          Se le aspettava tre anni fa tutte queste polemiche sui prezzi, molte delle quali partite da quel centro-sinistra che ha reso possibile la sua nomina?
          «No, assolutamente, no».