“Intervista” L.Angeletti: «L’intesa resta ancora lontana»

21/06/2007
    giovedì 21 giugno 2007

    Pagina 11 – Politica

      LUIGI ANGELETTI

        «L’accordo? Troppo ottimismo
        L’intesa resta ancora lontana»

          Enrico Marro

          ROMA — «L’accordo? Siamo ancora lontani. Lo sa anche il governo: non giriamo attorno ai problemi, c’è una questione di volontà politica».

          Quale?

            «Il governo — risponde il leader della Uil, Luigi Angeletti — deve scegliere, cioè decidere come redistribuire le risorse e quali ceti accontentare, se i lavoratori dipendenti e i pensionati o altri».

            Il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, ha parlato di una bozza di accordo per l’incontro di domani (oggi per chi legge, ndr) a Palazzo Chigi. Troppo ottimista?

              «Nell’incontro credo che si potranno fare passi in avanti sulla parte che riguarda la riforma degli ammortizzatori sociali, se il governo mette a disposizione qualche risorsa in più, e spero che si avanzi anche su un tema che alla Uil sta molto a cuore».

              Quale?

                «Quello degli incentivi per la contrattazione di secondo livello (aziendale o territoriale, ndr). L’unica vera manovra per far crescere l’economia è uscire dalla trappola dei bassi salari e della bassa produttività. Per questo insisto sulla detassazione degli aumenti di secondo livello».

                Come dovrebbe funzionare?

                  «Dovrebbero essere tassati non con l’aliquota marginale sul reddito, ma al 12,5% come gli investimenti finanziari» «Che costa. Io ribatto che si tratta di 3-400 milioni all’anno e che i benefici per l’economia sarebbero molto superiori. Per la Uil è determinante un aumento dei salari netti. Mettiamo questo al primo posto insieme alla questione delle pensioni».

                  Prodi ha definito lo «scalone» iniquo e si pensa di sostituirlo con i meccanismi graduali e flessibili degli «scalini» e delle «quote».

                    «Prima di ragionare di questi meccanismi bisogna rispondere alla domanda: a chi si applicano? Perché non tutti i lavori sono uguali».

                    Sta chiedendo di mantenere per i lavori usuranti la possibilità di andare in pensione a 57 anni?

                      «Sono 15 anni che non si riesce a individuare quali sono i lavori usuranti. Ecco perché più che sugli scalini sarebbe meglio puntare sugli incentivi a restare al lavoro: resterebbero tutti tranne quelli che non ce la fanno più cioè proprio i lavoratori usurati».

                      Le sue proposte non avranno mai il sì del ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa.

                        «Al ministro ricordo che con la Finanziaria abbiamo aumentato dello 0,3% i contributi a carico dei lavoratori dipendenti e che da qui arriverà un miliardo all’anno: 10 miliardi in dieci anni».