“Intervista” I.Cipolletta: «In Italia la ripresa è già partita»

10/04/2006
    luned� 10 aprile 2006

    Pagina 11 – Economia

      Per l�ex direttore di Confindustria "il mercato � tornato a premiare le imprese che puntano sulla qualit�"

        Cipolletta: �Draghi ha ragione in Italia la ripresa � gi� partita�

          Ma l�economista prevede ancora anni difficili per l�occupazione

            la reazione
            La stagnazione � finita,
            le aziende hanno
            reagito alla crisi
            spontaneamente,
            enza il sostegno
            di politiche adeguate

              ROBERTO MANIA

                ROMA – Ha ragione Mario Draghi: la stagnazione � finita, pure in Italia. Le imprese hanno reagito �spontaneamente� alla crisi, senza il sostegno di una adeguata politica economica. Ora si pu� voltare pagina, anche se per l�occupazione i prossimi due o tre anni saranno ancora molto difficili. � il ragionamento di Innocenzo Cipolletta, economista esperto nell�analisi congiunturale, presidente dell�Ubs Corporate Finance Italia e dell�editore Il Sole 24 Ore, nonch� dell�Universit� di Trento; per dieci anni (dal 1990 al 2000) � stato direttore generale della Confindustria, oggi � un ascoltato consigliere di Luca Cordero di Montezemolo. E la fine della lunghissima campagna elettorale – dice – �aiuta l�economia, senza alcun dubbio�.

                Condivide l�ottimismo del governatore della Banca d�Italia, Mario Draghi, secondo il quale la ripresa economica � gi� in atto e interessa anche l�Italia?

                  �S�, non solo lo condivido ma, per quello che pu� valere, � da tempo che sostengo la stessa tesi. Ormai � in atto una ripresa di carattere "spontaneo", trascinata dal commercio internazionale alimentato dalla domanda cinese e in parte da quella europea�.

                  Dunque il vero fattore decisivo per l�Italia � costituito dalla reazione del Vecchio continente, visto che la Cina non si � mai fermata?

                    �Non � solo questo. La questione � pi� complicata. In questi ultimi 4-5 anni di stagnazione, non tutte le imprese italiane sono state ferme. C�� chi ha continuato a crescere e chi si � arrestato, ma finch� la somma era uguale a zero non ci siamo accorti della ripresa. L�inversione di tendenza � ora in atto: la recessione finisce sempre, o per reazione spontanea o grazie alla spinte di politiche economiche coraggiose e adeguate�.

                    Insomma, possiamo dire che l�Italia sta uscendo dalla recessione?

                    �I segnali ci sono�.

                    E questo, evidentemente, avr� effetti positivi sulla crescita del Pil.

                      �Certo anche se le cose potevano andare decisamente meglio. Dobbiamo accontentarci�.

                      Ritiene che la ripresa trasciner� con s� anche un aumento dei posti di lavoro?

                        �No, questo non accadr�. La dinamica dell�occupazione segue un percorso inverso a quello dell�economia. Prevedo ancora 2-3 anni difficili per l�occupazione. D�altra parte non possiamo scordarci che uno dei mali del nostro sistema � rappresentato dalla scarsa produttivit�. Anche per questo � difficile immaginare un aumento dei posti di lavoro�.

                        Passiamo alla Germania: quanto ha influito la scelta obbligata della Grosse Koalition guidata dalla Merkel per far ripartire l�economia tedesca?

                          �Ha avuto un effetto pari a zero. L�economia della Germania ha compiuto, seppur pi� rapidamente, un percorso simile al nostro. Quella della Grosse Koalition � solo una fortuita circostanza, altrimenti sarebbe una magia…�.

                          Quali sono i settori produttivi italiani che hanno reagito meglio alla crisi?

                            �Sono diversi, pensiamo per esempio a quello delle macchine utensili per le quali � fortissima la domanda dei Paesi di nuova industrializzazione. Ma non � questo il punto, perch� non � tanto un problema di segmento di attivit�, quanto di livello di qualit�. � questo che ha provocato una selezione tra le aziende. Hanno vinto quelle che hanno scelto di operare sulle fasce medio alte; ha perso, anche scomparendo, chi ha insistito sui livelli bassi. Oggi l�industria italiana � diventata pi� piccola sotto il profilo dei volumi ma ha raggiunto livelli di eccellenza inimitabili quando ha accettato di trasformarsi in "industria su misura" per ciascun cliente�.