“Intervista” Giugni: «Sciopero legittimo che errore spaccarsi»

10/02/2002

DOMENICA, 10 FEBBRAIO 2002
Pagina 4 – Economia
Parla Giugni, padre dello Statuto dei lavoratori
"Sciopero legittimo che errore spaccarsi"
l�intervista
"Due volte la Cgil ha attaccato da sola, erano altri tempi"
ALDO FONTANAROSA

ROMA – La Cgil da una parte, Cisl e Uil dall�altra. Spaccatura � fatta, professor Gino Giugni. Come la valuta, lei che � il padre dello Statuto dei lavoratori?
�E� un fatto grave e le conseguenze per i lavoratori possono essere severe�.
Perch� � cos� pessimista?
�Sono solo realista. I lavoratori, per la prima volta dopo decenni, devono fronteggiare un governo avversario che ha una straordinaria forza parlamentare. Dividersi e sguarnire il fronte difensivo, in un momento cos�, pu� portare a sconfitte dure�.
Quindi lei condivide l�idea dello sciopero generale?
�Spetta ai sindacati prendere questa o altre decisioni. Certo, il governo mette in discussione uno dei cardini del sistema di garanzie dei lavoratori. Quindi, in linea di principio, lo sciopero generale non � sproporzionato. Quando l�attacco � forte, � giusto pensare ad armi non convenzionali. Va anche detto, per�…�.
C�� qualche controindicazione, a suo giudizio?
�La Cgil di Cofferati immagina di andare allo sciopero generale anche da sola. Questa situazione ha due soli precedenti: nel 1960, quando il bersaglio era il governo Tambroni; e nel 1968, quando lo scontro era sulle pensioni. Allora il clima politico era pi� favorevole alla classe lavoratrice e incoraggiava azioni solitarie. Ma oggi?�.
Per quattro anni sar� possibile licenziare senza giusta causa i lavoratori emersi dal "nero"; i lavoratori i cui contratti a termine diventino definitivi; i lavoratori di aziende che, assumendo, superino i 15 dipendenti. Questo il piano del governo: come lo giudica?
�Attenua molto le tutele, creando una qualche discriminazione tra vecchi assunti e nuovi. Forse sarebbe servito un dibattito pi� intenso sul tema del licenziamento individuale, anche con i tecnici�.
Lei, se proprio dovesse cambiarlo questo articolo 18, come lo scriverebbe oggi?
�Il discorso sarebbe molto lungo. Mi limito a dire che proposte di modifica sono state ipotizzate altre volte. Io stesso, cinque anni fa, lanciai l�idea di affidare a un arbitrato, e non pi� al pretore del lavoro, le cause che seguono al licenziamento senza giusta causa. Oggi il governo ha ripreso quest�ipotesi, ma in modo timido e marginale. E molte altre buone idee, di esimi studiosi, giacciono dimenticate�.