“Intervista” Giovanardi: «Riallacciamo pure il dialogo ma non faccia il leader politico»

09/07/2002


MARTEDÌ, 09 LUGLIO 2002
 
Pagina 2 – Interni
 
L´INTERVISTA/2
 
Il ministro Giovanardi: nessuna congiura anti-Cgil
 
"Riallacciamo pure il dialogo ma non faccia il leader politico"
 
 
 
disponibilità
Saranno invitati per tutto ciò che non è esecuzione del Patto
 

ROMA – La Cgil resta fuori dai prossimi tavoli sul welfare, ministro Giovanardi?

«E´ un fatto di logica comune e di logica politica. La Cgil non ha condiviso i contenuti del patto per l´Italia? Non s´è mai visto che uno che non condivide il merito di un accordo voglia poi metter bocca nella discussione su come questo accordo deve esser attuato».


Veramente qui si parla di riforma dello Stato sociale.


«Per tutto ciò che va oltre la mera esecuzione del patto per l´Italia, la Cgil sarà ampiamente coinvolta».


Secondo Cofferati invece il governo è ossessionato dall´idea di isolare la Cgil. Sbaglia?


«Che davanti a trenta e passa organizzazioni sindacali e sociali che hanno firmato quel patto, Cofferati parli di volontà di isolare qualcuno mi pare quanto meno forzato».


Si va verso una stagione di scontri sociali, ministro?


«Parlando da cittadino, e vedendo il calendario di scioperi che la Cgil ha programmato, non posso fare a meno di leggerli come una protesta contro il voto popolare dell´anno scorso».


Come se ne esce?


«Il governo deve fare di tutto per riaprire il dialogo con la Cgil. Sapendo però che l´unica cosa che non può fare è dare torto a sé stesso, agli elettori che l´hanno votato e agli altri sindacati».


Non sembra proprio una dichiarazione di pace, la sua.


«Quando Cofferati va in giro dicendo che c´è una carenza di democrazia, che si ledono i diritti dei lavoratori e dipinge il governo come un pericoloso eversore, sta facendo il leader sindacale o il leader politico?».


Lei cosa risponde?


«Rispondo che i buoni Angeletti e Pezzotta potranno avere tanti torti, ma certo questa ambiguità di fondo non ce l´hanno».


(b.j.)