“Intervista” Gasparri: «Con la cabina di regia l’esecutivo potrà spingere le riforme»

10/04/2002






IL MINISTRO

Gasparri: «Con la cabina di regia
l’esecutivo potrà spingere le riforme»


«Al congresso An ha vinto la linea per la modernizzazione Il Dpef l’occasione per il confronto con le parti sociali»

      ROMA – La «cabina di regia» proposta dal vice premier Gianfranco Fini «rafforza la linea del governo». Merito, anche, «del congresso di An, dove ha vinto la linea per la modernizzazione del Paese». Maurizio Gasparri, ministro delle Comunicazioni e capofila della corrente «Destra protagonista», vede, dopo lo sciopero del 16 aprile, «una fase di dialogo e di riforme».
      Alla Lega non piace la proposta di Fini, perché appare come una «sconfessione» del ministro Maroni. La sua risposta?
      « Fini ha già spiegato che con Maroni è tutto chiarito. È evidente che il ministro del Welfare continuerà a essere un protagonista della trattativa con i sindacati. Nessun equivoco, nessuno scippo. D’altra parte se c’è un Paese che si spacca, come è successo per l’articolo 18 dello Statuto, il governo se ne deve occupare nella sua collegialità. Altrimenti che ci sta a fare? No, la cabina di regia rafforzerà il governo».
      E dopo lo sciopero che cosa proporrà il governo ai sindacati?
      « Dobbiamo trattare su tutto. L’occasione sarà il confronto con le parti sociali che si apre prima della presentazione del Dpef (Documento di programmazione economica e finanziaria)».
      Le risorse sono scarse. Le priorità?
      « Direi riforma fiscale e ammortizzatori sociali. E bisognerebbe dare maggiore evidenza alle esigenze del Sud».
      Il tema dei licenziamenti e dell’articolo 18 scivola in secondo piano?
      « La linea del governo non cambia. La riforma dell’articolo 18 si farà. Su questo il congresso di An ha preso una posizione molto chiara, avallando, in modo definitivo, le scelte che i leader della coalizione avevano fatto in un vertice con Berlusconi e, successivamente, in un Consiglio dei ministri. Il congresso, quindi, ha spazzato via dubbi e riserve che erano emersi anche all’interno del nostro partito».
      Naturalmente si riferisce alle posizioni della Destra sociale, guidata da Alemanno e da Storace…
      « Non mi è piaciuta la chiave di lettura che è stata data al nostro congresso. La relazione e le conclusioni di Fini stanno a dimostrare che ha vinto la linea di modernizzazione del Paese, che passa anche attraverso la riforma del mercato del lavoro. Questa posizione, sostenuta da Destra protagonista, cioè dalla componente più rappresentativa di An, è stata salutata con un applauso corale dalla base del partito. E i settori contrari hanno dovuto prenderne atto e sono dovuti arretrare».
      Fini, però, ora insiste soprattutto sul rilancio del dialogo sociale. Ma senza stralcio dell’articolo 18 non sembra impresa facile…
      « Dopo il dibattito congressuale tutto il partito si è ritrovato nella sintesi di Fini: riforme e dialogo sociale. Per noi socialità significa recuperareo l’economia sommersa; ripensare il sistema degli ammortizzatori sociali; dare un futuro stabile ai giovani che lavorano con un contratto a tempo determinato. Dialogo, invece, vuol dire trattare il più possibile. Ma senza subire il veto della Cgil».
Giuseppe Sarcina


Economia