“Intervista” G.Vegas: «Il ministro non mischi le carte e pensi ai problemi del lavoro»

20/12/2004

      domenica 19 dicembre 2004

      pagina 10 economia

        l´intervista

          Il sottosegretario all´Economia, Vegas: Maroni confonde due questioni diverse
          «Il ministro non mischi le carte e pensi ai problemi del lavoro»

            ROMA – «Non mi pare si tratti di due problemi omogenei». Giuseppe Vegas, sottosegretario all´Economia, ha appena condotto per mano la Finanziaria 2005 ad un passo dall´approvazione finale, e apprende con sorpresa il nuovo rilancio del ministro per il Welfare Maroni sulle modifiche dell´articolo 18.

            Tra le tante code polemiche della Finanziaria ora arriva anche quella degli ammortizzatori sociali. Maroni teme che questi fondi vengano saccheggiati come è avvenuto con i 160 milioni per i forestali.

              «La legge di contabilità prevede che per finanziare nuove iniziative di spesa non si possa far altro che stanziare le relative risorse tra i fondi globali della Finanziaria: purtroppo il meccanismo è tale che questi fondi sono una massa indistinta a cui si attinge per tutte le leggi di spesa e c´è il rischio che chi arriva prima sia meglio accomodato. Ma non vedo perché ci si debba richiamare all´articolo 18, piuttosto dovremmo realizzare il patto per l´Italia e gli ammortizzatori sociali, sui quali siamo in arretrato, anche perché sul mercato del lavoro c´è qualche tensione cui bisognerebbe far fronte».

              Forse Maroni teme che le risorse per gli ammortizzatori sociali vengano destinate a coprire il "buco" aperto dalla sentenza della Corte costituzionale che ha giudicato illegittimo il blocco del turn over delle Regioni e degli enti locali.

                «Non mi pare che ci sia un problema di copertura con la sentenza della Corte. Eventualmente si potrà rendere più esplicito il comma 100 adeguandolo alla pronuncia della Corte sui blocchi passati anche se il meccanismo di adesso è già migliorativo rispetto a prima».

                La Finanziaria lascia qualcosa di incompiuto?

                  «Qualcosa va cambiato. La norma sull´Ici sugli impianti industriali, ad esempio. Va migliorata inoltre la dizione del comma che consente alle Regioni di utilizzare le addizionali Irpef per la spesa sanitaria: va chiarito meglio che serve solo per coprire gli sfondamenti, cioè il deficit rispetto agli obiettivi programmati, e non la spesa ordinaria».

                  Sarà approvata prima di Natale?

                    «Ragionevolmente prima di Natale, non c´è nessun motivo per cui farla dopo Natale, se non per cedere all´ostruzionismo dell´opposizione»
                    Il governo chiederà la doppia fiducia, anche sul decreto legge che contiene lo spostamento dei termini di pagamento del condono?
                    «Ritengo la doppia fiducia una soluzione possibile ma inutile».

                    Le opposizioni dicono tuttavia che siccome il decreto contiene coperture relative alla Finanziaria bisognerà dargli precedenza.

                      «E´ un´argomentazione pretestuosa perché il decreto ha effetti di legge e può essere convertito entro la fine di gennaio: c´è dunque tutto il tempo per farlo. Nel frattempo è in vigore, ha valore di legge e dunque la copertura per la Finanziaria c´è».
                      E´ stata definita una Finanziaria monstre, con quasi 600 commi.

                      Troppi?

                        «Dopo la Finanziaria si dice sempre quanto è brutta. Ma pensare ad una inemendabilità tout court è eccessivo. Bisognerebbe invece rendere la posizione dei partiti e dei loro emendamenti più visibile: altrimenti l´assalto alla diligenza, come quello che si è verificato anche stavolta, è inevitabile. Ha fatto bene, invece, l´opposizione a fare sul fisco una proposta chiara, complessiva e contrapposta, non su singoli commi».

                          (r. p.)