“Intervista” G.Vaciago: «se scoppia la bolla degli immobili è una tragedia»

23/06/2005
    giovedì 23 giugno 2003

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      L’Intervista
      Giacomo Vaciago

        Berlusconi dovrebbe piantarla di andare in tv a dire che va tutto bene. Con questi prezzi del petrolio addio ripresa
        «Attenzione, se scoppia la bolla degli immobili è una tragedia»

        Laura Matteucci

          «Il declino è temuto, prima ancora che essere reale. Il quadro economico è incerto, confuso, e i governi che si limitano a dire che va tutto bene, o che se qualcosa va male è colpa dell’Europa, certo non aiutano». Parla Giacomo Vaciago, direttore dell’Istituto di Economia e finanza all’Università Cattolica di Milano: troppe le incognite che pesano sull’economia italiana ed europea, dice, mentre anche la crescita statunitense, basata in gran parte sulla bolla immobiliare, rischia di rivelarsi molto fragile. Con inevitabili conseguenze su tutta l’economia occidentale.

            Professore, ogni giorno una notizia pessima: questa volta si tratta dei consumi, mai così bassi da dieci anni. Che succede?

              «Il trend è negativo, non c’è dubbio. Sia nella media europea sia in Italia. Si respira pessimismo in giro per l’Europa. Noi continuiamo a pagare le conseguenze del boom di crescita di altri Paesi, Cina e India innanzitutto, che sembrava dovessero rallentare la loro corsa, e invece no, hanno ripreso a gonfie vele. Basti pensare al prezzo del petrolio, 60 dollari al barile: non si sono mai visti consumi così bassi, ma nemmeno prezzi così alti del greggio. Allora, le nostre esportazioni ne possono anche trarre beneficio, ma i consumi interni non possono che pagarne le conseguenze. E, del resto, i consumi sono molto maggiori rispetto alle esportazioni, diciamo almeno di quattro volte. Come dire: l’export non li potrà mai compensare».

                D’accordo che alcune difficoltà sono comuni a molti paesi europei, ma in Italia il quadro è più grave.

                  «Si può dire che in Olanda, Francia, Germania, per molti versi la situazione sia analoga alla nostra. Perchè crede che il referendum sulla Costituzione europea sia andato così male, in Olanda e Francia, per l’appunto? Perchè l’economia non tira, perchè la gente ha diffusamente paura di impoverirsi».

                    Perchè, le sembra sia solo una paura?

                      «In Italia non credo che il reddito medio sia particolarmente peggiore rispetto ad un anno fa. Il che non significa che non ci siano difficoltà, certo. Poi, con questi prezzi del petrolio…E se aggiungiamo che Berlusconi va in tv a dire che va tutto bene, alle difficoltà oggettive si aggiunge confusione ed incertezza. La preoccupazione è tanta, la gente ha paura. Anche perchè altri Paesi crescono. E come andrà a finire con la Cina? Un problema che riguarda il tessile abbigliamento, ma anche molti altri settori industriali. Un altro elemento: siamo pessimisti, ma nel frattempo siamo anche mediamente più ricchi, e stiamo consumando attese di reddito e di ricchezza che in realtà sono reversibili. Sa qual è il punto?».

                        Qual è il punto?

                          «Che l’economia si sta reggendo sulla bolla degli immobili in molti Paesi – gli immobiliaristi mica si stanno arricchendo solo in Italia – e sui tassi di interesse».

                            Basi piuttosto fragili.

                              «Fragili, sì. Se crollano i prezzi degli immobili a New York, che cosa succede? Greenspan (Alan Greenspan, presidente della Federal Reserve, ndr), infatti, ha paura proprio di questo, che la bolla immobiliare scoppi da un momento all’altro».

                                Si potrebbe presumere che un governo intervenga con politiche economiche adeguate.

                                  «Perchè, abbiamo ancora un governo? Domanda provocatoria, che vale peraltro per più d’un paese d’Europa. Si parla molto, quello sì, ma la politica economica è del tutto assente. Le politiche economiche sono bloccate, tra deficit pubblico e tassi di interesse fermi da due anni. Semplicemente, non esistono».