“Intervista” G.Vaciago: i prezzi? La priorità adesso è l’aumento dei redditi

24/12/2004

    venerdì 24 dicembre 2004


    Vaciago: i prezzi? La priorità adesso è l’aumento dei redditi

      ROMA – Per l’economista Giacomo Vaciago il tasso di inflazione rappresentava un problema quando era a quota 20%. «Ora non lo è: discutere sui decimali, in più o in meno, dell’indice dei prezzi è privo di significato», afferma. «Si tratta della questione meno urgente e meno grave dell’Italia», aggiunge.

      Forse non la pensano così le famiglie che non riescono più a far quadrare il loro bilancio. Non crede che la crescita dei prezzi riduca il potere d’acquisto dei redditi?

      «Le famiglie non hanno certo problemi perché i prezzi aumentano del 2% o giù di lì».

      Perché allora?

      «Perché non salgono i loro redditi che sono fermi da cinque anni. Il problema è che l’Italia non cresce. Solo la Germania è nelle stesse condizioni. Chi spende spesso lo fa indebitandosi, usando i soldi delle banche».

      Ma c’è chi afferma, e le associazioni dei consumatori sono tra questi, che i prezzi non siano saliti del 2% ma del 6% o anche del 10%. Anche in questo caso non bisognerebbe preoccuparsi?

      «Lo shock del changeover c’è stato nel 2002 quando si è verificata una grande redistribuzione dei redditi a vantaggio di chi come commercianti, ma anche barbieri o idraulici o liberi professionisti, hanno potere di mercato. E a svantaggio di chi tale potere, per esempio i lavoratori dipendenti, non lo ha».

        E ora, non bisogna cercare di riequilibrare la situazione?

        «Dopo due anni i prezzi sono ritornati alla normalità. Bisogna tirare una bella linea – chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto -e andare avanti. I pericoli e i problemi ora sono altri».

        Quali?

        «I pericoli possono essere finanziari e riguardare la tenuta delle Borse di fronte alla paura del calo del dollaro. I problemi, per l’Italia, restano quelli legati alla bassa crescita»

        Come affrontarli?

          «Favorendo chi fa impresa, abolendo le tasse sugli aumenti di reddito e non sui patrimoni già accumulati (come è stato il caso della cancellazione dell’imposta di successione), aiutando chi crea ricchezza».

          S. Ta.